Attesa per la sentenza sulla ’ndrangheta lariana

A giudizio più di cento imputati di tutta la Lombardia, tra cui i componenti delle locali di Canzo, Erba e Mariano
La pubblica accusa ha chiesto in totale per i comaschi oltre 184 anni di pena
Si parte dagli oltre 184 anni di carcere (184 e quattro mesi, per la precisione) chiesti dal pubblico ministero Alessandra Dolci al termine delle sue conclusioni, a cui sono seguite più udienze dedicate alle arringhe dei moltissimi avvocati della difesa.
Oggi, in giornata, dovrebbe invece arrivare la sentenza del giudice Roberto Arnaldi, ex pm in Procura a Como all’inizio del 2000, che metterà il primo mattone – in un senso o nell’altro – sulla operazione antimafia più clamorosa della

storia recente, almeno per quanto riguarda il Nord Italia. Alla sbarra, nel maxi processo con rito abbreviato apertosi lo scorso mese di giugno, ci sono gli oltre cento imputati arrestati in seguiti all’operazione della Direzione distrettuale antimafia denominata “Infinito” e che, nell’estate del 2010, portò a sgominare le cosche calabresi presenti in tutta la Lombardia, tra cui anche tre locali attive in provincia di Como, a Canzo, Erba e Mariano Comense. Gli oltre 184 anni di carcere chiesti dalla pubblica accusa di cui abbiamo parlato, riguardano “solo” i lariani, ovvero i presunti appartenenti alle ’ndrine attive sul nostro territorio oppure nati o residenti nel Comasco.
Sono infatti 18, in questo processo che si è tenuto nell’aula bunker del Tribunale di Milano in via Ucelli di Nemi, i “lariani”, ovvero, come detto, sia quelli effettivamente con casa in provincia, sia chi agiva nelle nostre zone, come ad esempio quel Pasquale Giovanni Varca per cui la pubblica accusa ha chiesto 18 anni di pena e che – sempre secondo le indagini della Dda – era al vertice della locale di Erba, una delle più attive e numerose della Brianza. Tra gli imputati in attesa di sentenza c’è anche Salvatore Strangio (per lui chiesti 16 anni) finito nell’indagine della Dda grazie al filone d’inchiesta sulla Perego Strade il cui leader, il canturino Ivano Perego, ha invece scelto la via del pubblico dibattimento e non quella del rito abbreviato che si concluderà oggi.
Alla sbarra, come detto, sono finiti tutti i presunti affiliati alla malavita organizzata lombarda di stampo calabrese, rimasti impigliati, nell’estate del 2010, nell’operazione “Infinito” che portò a 150 arresti nella nostra regione. Tra le locali lariane stanate, oltre a quella di Erba, quella di Mariano Comense (con cinque imputati) e di Canzo (due imputati).

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’operazione portata a termine dall’Antimafia risale all’estate del 2010

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