Attilio Fontana: «Stop agli assembramenti o saremo costretti al passo indietro»

Attilio Fontana

«I comportamenti sbagliati mettono a rischio la propria salute e quella degli altri. E rischiano di farci fare passi indietro. In questo momento, se dovessimo assumere misure più rigorose sarebbe un disastro: per i rapporti sociali, per l’economia. Siamo stati bravi per due mesi, continuiamo ad esserlo». Il presidente della Regione, Attilio Fontana, torna ad appellarsi al buonsenso dei lombardi. Lo fa in un’intervista rilasciata a Espansione Tv in cui parla anche di altri temi di stretta attualità: dal numero dei tamponi al “patentino” di immunità, all’incognita turismo dei prossimi mesi.
Il punto di partenza del governatore sono le notizie di assembramenti, aperitivi affollati e movide più o meno spontanee. «Se dovessero esserci aumenti dei casi o situazioni che allertano – dice Fontana – dovremo fare qualche passo indietro. Per questo ripeto: comportiamoci correttamente. Proprio adesso che abbiamo riavuto un po’ della nostra libertà, evitiamo di correre questo rischio». Gli ultimi dati, secondo il presidente lombardo, «sono leggermente ma costantemente migliori dei precedenti. La prima apertura del 4 maggio non ha inciso in modo negativo; la gente ha continuato a comportarsi in modo corretto. Se oggi fosse il 3 giugno saremmo molto probabilmente in una posizione favorevole, anche il cosiddetto fattore di contagio R0 è buono. Non bisogna però mollare, né adagiarsi sugli allori. Non pensiamo che sia risolto tutto: basta un niente e i numeri cambiano. E se cambiano, il 3 giugno non potremo circolare liberamente». Giugno è il mese in cui si spera di rilanciare il turismo, anche grazie al certificato di immunità. Argomento su cui però Fontana è scettico. «Per ora il patentino immunitario non c’è, chi dice che c’è racconta bugie. Tutti ci auguriamo che a giugno possano tornare anche i turisti stranieri; se la discesa dei contagi continuasse con i ritmi degli ultimi giorni, sono convinto che anche a livello internazionale la situazione verrebbe considerata tranquillizzante. E tuttavia, il turismo è anche quello interno. E i lombardi possono fare le vacanze nella loro regione, che è bellissima e ricca di luoghi fantastici».
Sui tamponi, che secondo molti osservatori in Lombardia sono ancora troppo pochi, il governatore ha difeso le scelte della giunta. «Abbiamo aumentato il numero dei test che riusciamo a fare quotidianamente, siamo intorno ai 15mila; se tutto va bene, dalla metà della prossima settimana dovremmo ulteriormente incrementare. Anche i test sierologici sono in corso: proseguiamo secondo le disposizioni che ci siamo dati e che abbiamo concordato con il governo».
La politica sanitaria lombarda rimane comunque al centro del dibattito, anche nazionale. Ieri, alla Camera, si è quasi sfiorata la rissa tra Lega e Movimento 5 Stelle dopo l’intervento del deputato grillino Riccardo Ricciardi, il quale ha duramente criticato le scelte sanitarie di Fontana.
I deputati lombardi della Lega, in una nota, hanno definito Ricciardi uno «sciacallo che infanga una Regione, le sue vittime, le famiglie e tutti i medici e gli operatori che hanno combattuto il virus».
La risposta del coordinatore regionale dei 5 Stelle, il comasco Giovanni Currò, è stata altrettanto dura: «L’inadeguatezza della Lega ormai conclamata ha fatto perdere totalmente la credibilità di colui che è responsabile della gestione sanitaria della Lombardia».

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