Auto pronte nel parcheggio e posti di blocco forzati

altLa ricostruzione dell’assalto a Mirabello

(m.pv.) Si delinea meglio il contorno di quanto accaduto nella notte tra giovedì e venerdì al centro commerciale di Mirabello di Cantù. A partire dalla rocambolesca fuga in cui i malviventi, scappati su auto distinte – pare due Audi – avrebbero forzato ben tre posti di blocco disposti dai carabinieri della compagnia di Cantù. E proprio in quella occasione sarebbero stati esplosi i quattro colpi di pistola – forse addirittura cinque – nell’intenzione di fermare i malviventi. Emerge poi come il

piano fosse stato studiato nel dettaglio. L’auto (una Ford Fiesta) usata come ariete per abbattere in retromarcia sia la porta dell’ingresso secondario del centro commerciale, sia le saracinesche e le vetrine prima del MediaWorld, poi delle gioiellerie Redoro, è stata infatti abbandonata (ancora con il motore acceso) all’interno della galleria della struttura di Mirabello, mentre nel parcheggio per garantire la fuga erano state preparate le due Audi. Ad attendere i malviventi, dunque, c’erano sicuramente complici. Elemento che farebbe lievitare il numero dei componenti della banda forse addirittura a dieci persone, considerato che in otto erano solo quelli che si erano introdotti nel centro commerciale. C’è infine un ultimo elemento che i carabinieri stanno tenendo in considerazione: l’assalto dell’altra notte è in tutto e per tutto simile a quello dello scorso mese di marzo, quando il commando che entrò in azione alle 5 commise un grosso errore d’orario trovandosi di fronte agli uomini delle pulizie e alle guardie già giunti a Mirabello. Il confronto con quanto ripreso allora dalle telecamere potrebbe essere utile anche a ottenere informazioni pure per questo ultimo colpo.

Nella foto:
I carabinieri all’esterno del centro commerciale

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