Balocchi, il bilancio analitico resta un mistero. Ancora nessuna risposta sulla richiesta di dettagli.

casette città dei balocchi

La richiesta di maggiore trasparenza sui bilanci della Città dei Balocchi rimane, al momento, lettera morta. Il Comune di Como non ha voluto rendere nota la lettera, inviata nei giorni scorsi agli organizzatori dell’evento, nella quale si chiedevano approfondimenti e integrazioni al documento consuntivo depositato il 6 marzo.
Un documento, com’è noto, non rispondente alle indicazioni messe nero su bianco nel capitolato d’appalto e in cui si parlava di obbligo di rendicontazione «analitica e dettagliata» dei costi e dei ricavi. La genericità del bilancio inviato in Comune – 17 voci di spesa e 6 di entrata – aveva costretto in qualche modo gli amministratori ad agire immediatamente, chiedendo appunto un’integrazione di dati. Il Corriere di Como si è rivolto all’assessore e ai dirigenti comunali per conoscere i dettagli di questa richiesta d’integrazione.
Su indicazione dell’ufficio stampa è stata anche inviata una mail formale al segretario generale e al dirigente responsabile del settore. Nessuna risposta è arrivata in redazione, nemmeno di presa d’atto della domanda. Eppure, la stampa – e con essa l’opinione pubblica – dovrebbe avere tutto il diritto di ottenere queste informazioni.
È seccante dover richiamare le disposizioni di legge – il decreto 33 del 2013 e la legge 24 del 2015, il cosiddetto Freedom of Information Act voluto dal ministro Marianna Madia – così come non è gradevole dover ricordare l’introduzione, nel nostro ordinamento, del diritto alla trasparenza, ovvero del diritto dei cittadini di essere informati quale espressione della manifestazione della libertà di informazione sancito a livello costituzionale all’articolo 21 della Carta.
La regola generale, oggi in vigore, è la trasparenza di tutti gli atti amministrativi, mentre la riservatezza e il segreto costituiscono le eccezioni. È così anche a Palazzo Cernezzi? O questo vale soltanto per determinati documenti? Quelli più scomodi, magari?
Si dirà: ci sono i tempi della burocrazia. Vero. Ma nella società dell’informazione in tempo reale e della digitalizzazione anche questi tempi non possono essere più quelli di una volta. Forse il problema è invece un altro: non dire, o non voler dire, che cosa è stato chiesto agli organizzatori della Città dei Balocchi.
Ma allora si può essere chiari e opporre un rifiuto alla richiesta di trasparenza, ovviamente motivandolo come si deve.
Il nostro obiettivo era e rimane uno solo: fare luce sul bilancio di una manifestazione importante che si avvale di contributi pubblici e occupa per mesi gli spazi più centrali e frequentati della città. Chiediamo di sapere perché nel contratto così è scritto. Lo chiediamo noi, ma dovrebbe farlo anche il Comune di Como.

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