Beccaria e l’industria serica lariana

Prospettive inedite
A 250 anni dalla pubblicazione di un libro fondamentale per la coscienza europea come Dei delitti e delle pene che è il testo, dopo la Bibbia, che può vantare il maggior numero di traduzioni di tutto il diciottesimo secolo, il Lario torna a meditare sulla figura di Cesare Beccaria in virtù di economista oltre che di insigne giurista. Fabrizio Cartocci, imprenditore nel settore edile, ha dedicato al tema il volume Cesare Beccaria e l’industria serica comasca edito da Dominioni, editore che quest’anno compie il trentennale di attività. Il volume ricostruisce le relazioni tra Beccaria e le imprese e le autorità comasche tra il 1785 e il 1790, quando lo storico si occupò in qualità di funzionario del governo dello Stato di Milano di uno dei ricorrenti periodi di crisi dell’attività serica comasca. Ne emerge una visione inedita della struttura dell’economia e dell’industria serica della città di Como di fine settecento. In particolare emergono le difficoltà incontrate con i mercati esteri – Austria e Germania – e le ristrettezze del mercato interno che indussero le autorità pubbliche ad avviare la bonifica delle aree del Borgo Vico impiegando i tessitori comaschi rimasti senza lavoro. Un esempio utile anche ai comaschi di oggi, per uscire dalle secche della crisi.

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