Berlusconi lancia il nuovo partito. Pdl lariano verso la rivoluzione

Politica – Centrodestra in grande fibrillazione sia a Roma, sia sul Lario
Il coordinamento potrebbe lasciare subito il posto a un gruppo di sindaci
La notizia è “esplosa” ieri mattina su tutti i quotidiani nazionali: Silvio Berlusconi, conscio dell’enorme danno di immagine arrecato al Pdl anche dagli ultimi scandali laziali, starebbe per lanciare un nuovo movimento. Già il 2 dicembre prossimo, addirittura, con
la teorica presentazione del nuovo soggetto. O meglio, della nuova federazione tra movimenti e partiti, destinata a chiamarsi quasi certamente “Centrodestra italiano” e a raggruppare le sigle sparse dell’area di riferimento. Inutile dire che i riflessi delle novità romane si avvertiranno anche in quella periferia dell’impero che è Como. Quanto rapidamente – e quanto fedelmente rispetto alle indiscrezioni – è ancora difficile da dire. Di sicuro, però, il Pdl comasco sta già tentando di cambiare pelle, sebbene in silenzio e, per il momento, senza annunci eclatante. Un primo passo concreto per tentare di marcare finalmente un prima e un dopo chiaro rispetto alle infelici elezioni amministrative, però, è in fase di elaborazione.
Il coordinatore provinciale del partito, Alessio Butti, insieme con il vice Patrizio Tambini, infatti, stanno lavorando da settimane a un radicale cambio di pelle per l’organismo principe del partito, il coordinamento provinciale. Ad oggi, tra l’altro, nemmeno è più chiaro chi realmente ne faccia parte e quali funzioni svolga tra riunioni diradate, defezioni croniche e shock post-voto. Da qui, la tentazione concreta di Butti e Tambini: sciogliere il coordinamento e rimpiazzarlo con qualcosa di più efficace. Già identificato, per la verità: una sorta di direttorio dei sindaci – 15, stando alle informazioni più attendibili – che abbia una funzione rivitalizzante per il partito intero. E, soprattutto, che possa tornare ad avere saldi agganci sul territorio, cosa che ad oggi – per molti motivi – il coordinamento storico garantisce soltanto in parte più che minima. Il vero obiettivo alla base della creazione del gruppo dei sindaci, infatti, sarebbe proprio quello di ridare linfa alle radici territoriali del Pdl e garantire una effettiva rappresentatività dell’organismo che ha il compito di indirizzare le scelte politiche più importanti.
Ma quali primi cittadini ne farebbero parte? Qui la materia si fa più complessa, perché l’idea di base è individuare nomi rappresentativi (proporzionalmente al peso elettorale e politico) di ogni anima interna al partito.
Questo dunque, lo scenario. Che però, come ogni cosa in politica, ora dovrà inevitabilmente confrontarsi con le possibili rivoluzioni romane e berlusconiane in arrivo, federazione di centrodestra (e quindi ipotetica scissione, almeno formale, tra ex forzisti ed ex An) comprese.

Emanuele Caso

Nella foto:
Alessio Butti

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