Boom di furti: raddoppiati i fascicoli in Procura

Il Sap, sindacato di polizia: «Questi dati sono un segnale importante da non sottovalutare. La sicurezza richiede investimenti, in caso contrario perde vigore»
Sono 12 al giorno. Rispetto al 2011, le segnalazioni sono passate da poco più di 2.500 alle attuali 4.700
(m.pv.) Furti nelle abitazioni. Furti sul posto di lavoro. Furti nei negozi. Furti ovunque, verrebbe da dire sfogliando sommariamente i dati custoditi negli uffici del palazzo di giustizia di Como. Calcolatrice alla mano, sono ben dodici al giorno i fascicoli aperti in procura nell’anno 2012. Furti, occorre segnalare, in molti casi anche scoperti e che riportano un nome e un cognome iscritto sul registro degli indagati. Numeri, quelli appena riportati, che evidenziano il super lavoro per le forze
dell’ordine che in due anni hanno visto salire le segnalazioni girate al palazzo di giustizia di Como da 2.676 (nel 2010) agli attuali 4.700 (+75%). Una media sbalorditiva, che fa del furto il reato più presente negli uffici dei pubblici ministeri lariani. Un trend che, come detto, è in costante crescita. Se infatti, negli anni precedenti, i fascicoli di questo reato si attestavano stabilmente su un livello di poco superiore ai 2.500 all’anno (con medie nel 2010 e nel 2011 di sette reati al giorno) negli ultimi dodici mesi la quota è quasi raddoppiata, lievitando fino a 4.700 segnalazioni. Di queste, i furti nelle abitazioni – il reato più temuto dai cittadini – sono “solo” 373, ovvero poco più di uno al giorno e l’8% del totale delle denunce.
Anche nei colpi portati a termine tra le mura domestiche, tuttavia, il numero di fascicoli presenti in Procura a Como è in netta crescita: nel 2010 infatti si fermò a 193, nel 2011 è salito a 272 mentre nel 2012, come detto, si è toccata quota 373, ovvero il +93% rispetto a solo due anni prima. «Questi dati sono un segnale importante da non sottovalutare – dice Sergio Iaccino, portavoce del sindacato di polizia del Sap – La sicurezza richiede investimenti altrimenti perde vigore e non riesce ad ottenere i risultati che otteneva in passato. Manca un progetto a medio e lungo termine sul fronte sicurezza. Abbiamo anche difficoltà ad organizzare i servizi perché il personale diminuisce, i colleghi vanno in pensione e non vengono sostituiti».

Mauro Peverelli

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