Cronaca

Botte per un parcheggio in centro storico: calciatore nei guai

Finisce di fronte al giudice monocratico del tribunale di Como una lite per motivi viabilistici andata in scena in centro città il 14 luglio del 2015. Protagonisti dell’episodio violento furono una madre residente a Orsenigo, 53 anni, e il figlio di 28 anni, e un calciatore professionista che all’epoca dei fatti militava nella squadra del Chiasso.
Si tratta del centrocampista del Mali, ex nazionale giovanile Under 17 e Under 20, Drissa Diarra, calciatore cresciuto nelle giovanili del Lecce che può vantare presenze anche nella Lucchese e nel Perugia oltre che nel club salentino.
Diarra nel 2010 passò poi al Bellinzona, alla Honved in Ungheria e, come detto, al Chiasso. E proprio nel club rossoblù militava nel giorno in cui avvenne il fatto di Como poi segnalato alla Procura lariana.
Vicenda nata da un tentativo di parcheggio di madre e figlio ostruito dall’auto di Diarra, una Bmw X3.
Ne nacque un diverbio, con la donna e il ragazzo che intimarono al 23enne del Mali di spostare immediatamente l’auto per poter parcheggiare.
Parole poi cresciute di intensità fino ad arrivare alle mani. La sintesi è ora compresa nel capo di imputazione approdato in aula di fronte al giudice Luciano Storaci. Al calciatore del Mali vengono contestate le accuse di lesioni (il figlio rimediò 30 giorni di prognosi per i pugni al volto ricevuti nello scontro) e minacce, mentre il ragazzo deve rispondere da solo di minacce, e in concorso con la madre di lesioni (anche il giocatore del Chiasso fu bersagliato con una testata e pugni, rimediando tre giorni di prognosi) e di danneggiamento per aver preso a calci l’auto di Diarra, rompendo il faro antinebbia. L’udienza è stata incardinata  in tribunale a Como per poi essere subito rinviata.

28 settembre 2018

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