Brianza violenta: «Se fai arrivare un altro al posto mio spacco tutto»

Indagini coordinate da Procura della Repubblica

«Non ti permettere di fare venire un altro da Milano a lavorare dove ci siamo noi… perché tu il venerdì apri, il sabato sera veniamo noi, ti tiro giù tutta la sicurezza e i buttafuori e chiudi». Perché «nei paesi della Brianza ci sono degli equilibri che vanno oltre il lavoro della “sicurezza”, perché dietro al lavoro della “sicurezza” c’è sempre un qualcuno dietro, ok?».
E ancora: «Lui è tagliato fuori, perché non è vero che questa zona qua (la Brianza, ndr) ce l’ha lui». «Ha sbagliato, perché nella zona di qua, prima di muoversi deve chiedere se può andare a lavorare».
Le frasi appena riportate sono estratte da intercettazioni effettuate dai carabinieri e dalla Dda in merito a come funzionavano le cose nei locali tra Cantù, Erba, Como, ma anche nella Brianza monzese.
Una buona fetta dell’ordinanza di ieri, infatti, riguarda le attività per accaparrarsi il servizio di sicurezza all’interno soprattutto delle discoteche, in cui sovente i proprietari dei locali erano vittime di quanto avveniva.
Perchè, come scrive il giudice, «gli imprenditori che gestivano i locali di pubblico intrattenimento non potevano scegliere autonomamente il servizio di sicurezza».
Il servizio era infatti gestito da «gruppi di buttafuori solo in piccola parte composti da persone specializzate» e munite dell’apposita autorizzazione prefettizia, persone che dovrebbero avere «determinate qualifiche morali e personali». In realtà , in questo mondo, sono frequenti – per il Gip che ha firmato l’ordinanza – «rapporti di reciproca protezione tra soggetti che gestiscono i servizi di sicurezza nei locali e la criminalità organizzata di stampo ’ndranghetista». Il tutto con logiche di «spartizione territoriale», come abbiano appena letto nelle intercettazioni, che riguardano nello specifico un locale notturno dell’Erbese.
I fatti risalgono al novembre 2017: uno degli arrestati – Daniele Scolari, arrestato ieri e già attivo nella discoteca di Cantù finita al centro della prima parte delle indagini – vuole entrare anche nel locale dell’Erbese.
La sicurezza è già stata affidata però a una società di Milano. E qui, secondo la Dda, inizia tutta una serie di pressioni e contatti con le famiglie malavitose del territorio, arrivando anche al Lecchese, per estromettere il “milanese” a vantaggio di «gente di qua». «Sai tutti il blitz che hanno fatto a Cabiate, Mariano, Seregno? C’era gente anche dei nostri», si sente in una intercettazione. L’operazione però riesce e il “milanese” viene estromesso dal servizio, «decisione affatto frutto della libera concorrenza», scrive il giudice.
Il 28 gennaio 2018 nel locale in questione c’è però un problema: un avventore arriva armato di pistola. La gestione della serata non piace al titolare che si risente con la sicurezza dell’accaduto. Vuole cambiare ma arriva immediata la reazione degli indagati: «Se fai arrivare lui a lavorare dove c’eravamo noi spacco tutto… La gente di qua si è stancata, se questo (il titolare, ndr) continua va a finire che si fa male veramente, padre, madre, tutti». E dopo quanto successo, gli uomini di Scolari «continueranno a prestare servizio nella discoteca».

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