Centri estivi, ecco chi ha già aperto

Centro estivo a Laglio

Il nome scritto con le tempere colorate su un grande cartellone, accanto a quello dei compagni finalmente ritrovati. Le voci e le risate che animano un gioco nel cortile dell’oratorio rimasto per mesi avvolto nel silenzio. Asili, campi comunali, oratori e centri estivi possono ripartire e, già da ieri anche in provincia di Como c’è chi ha riaperto aule e cortili ai bambini dai 3 anni in su.
Il sorriso di educatori e insegnanti è sempre nascosto dalla mascherina, ma dopo mesi di lontananza l’accoglienza dei piccoli è comunque una festa e le tante precauzioni indispensabili per la situazione sanitaria non frenano il desiderio di ritrovare amici ed educatori.
Rigide le norme da rispettare, dalle mascherine, obbligatorie per tutti gli adulti e per i bambini a partire dai 6 anni, alla pulizia delle mani e degli ambienti. I partecipanti alle attività dei centri estivi sono suddivisi in piccoli gruppi, ciascuno con un responsabile e scambi ridotti al minimo. In mensa, i piccoli utilizzano materiale monouso ed è rigorosa l’attenzione all’igiene nei servizi. Segni colorati a terra, nei corridoi e negli spazi comuni aiutano a far capire ai bimbi come spostarsi nel rispetto delle regole. L’atmosfera, nonostante tutto è di allegria e desiderio di stare insieme, mentre per molte famiglie la riapertura delle strutture per i bambini diventa anche un aiuto indispensabile, vista la ripresa delle attività lavorative.
Tra i centri estivi che hanno già riaperto ieri, quelli organizzati da alcune scuole dell’infanzia di Cantù, tra i primi ad accogliere i bambini più piccoli.
A Laglio, il Comune ha deciso di finanziare e sostenere le attività abitualmente organizzate in oratorio e questo pomeriggio, accolti da don Maurizio Uda e da educatori e volontari i ragazzi sono tornati a riempire gli spazi della parrocchia.
«Anche i bambini – sottolinea il sindaco, Roberto Pozzi – hanno sofferto un isolamento sociale solo in parte attenuato dalle nuove tecnologie che hanno consentito, seppur a distanza, di continuare gli studi, di confrontarsi con docenti, amici e conoscenti Seguendo le direttive in vigore, è il momento di tornare a una parvenza di normalità. Purtroppo, lo sappiamo, non è andato tutto bene – conclude Pozzi – Ora, però, con calma, proviamo a riprenderci le nostre vite, in questo angolo di paradiso del lago più bello del mondo».

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