Brueghel punta a 90mila ingressi. Cavadini: mai più mostre-vetrina

Gaddi: altre città hanno chiesto la mia consulenza come curatore
Mostre “made in Gaddi”? No grazie, Palazzo Cernezzi ne farà a meno. È la sintesi di una polemica a distanza di mezza estate tra l’ex assessore alla Cultura di Como, Sergio Gaddi, e il suo successore Luigi Cavadini, in merito alla gestione di Villa Olmo. Il tutto mentre la mostra La dinastia Brueghel, quinta in Italia per affluenza, ha totalizzato finora 73mila ingressi, alla media di 750 al giorno. Se sarà rispettato il trend, si toccherà agevolmente alla chiusura, il 29 luglio, il tetto
dei 90mila. Che collocherà di fatto l’evento, il nono consecutivo prodotto dal Comune di Como a Villa Olmo, al secondo posto dopo la mostra record di Magritte del 2006.
Il curatore è il citato assessore alla Cultura della giunta Bruni, Sergio Gaddi, che per la prima volta con questa collezione di maestri fiamminghi porterà una mostra prodotta sul Lario in una lunga tournée mondiale che partirà da Tel Aviv e poi toccherà Praga, San Pietroburgo e Miami. E pare che altri Paesi siano interessati. Con il cambio della guardia a Palazzo Cernezzi, la gestione di Villa Olmo e delle altre sedi espositive cittadine è passata alla giunta di centrosinistra e al suo assessore, Luigi Cavadini. Ma Gaddi rimane, come detto, il curatore a tutti gli effetti di Brueghel. «Con Cavadini ho sempre avuto un buon rapporto», dice Gaddi. Che puntualizza: «È un miracolo assoluto – dice – essere riusciti, in nove anni, a costruire un percorso che ha fatto di Villa Olmo un centro culturale europeo, che ha piu potenzialità del museo Guggenheim di Bilbao».
«L’esito della mostra di Brueghel è tanto piu stupefacente – continua Gaddi – se lo rapportiamo all’esiguo investimento, praticamente inesistente, da parte del Comune: appena 56mila euro. Mentre, a oggi, sono già entrati in cassa 500mila euro grazie alla biglietteria. Con 60mila euro in più di quanto preventivato, la mostra è ampiamente in pareggio. Senza parlare della grande campagna mediatica: hanno scritto di noi testate internazionali come l’Herald Tribune e riviste culturali come Amadeus e Storica del National Geographic. Il catalogo è già esaurito e la ristampa prevede la variante del titolo bilingue anche in copertina».
Già in campagna elettorale, quando si candidò invano sindaco nel centrodestra sganciandosi dalla casa madre del Pdl, le mostre furono un cavallo di battaglia politico per Gaddi. Ora che le urne hanno deciso diversamente, è legittimo chiedersi dove finirà il suo progetto: «Per il decennale delle grandi mostre nel 2013, mi aspetto che il Comune prosegua a Villa Olmo con eventi della stessa qualità, con la stessa risonanza internazionale e lo stesso numero di visitatori che ha permesso di moltiplicare il nome di Como su un numero altissimo di mezzi d’informazione».
Quel che è certo, è che Gaddi non intende fermarsi nella professione di curatore di mostre che affianca a quella di commercialista: «Ho in cantiere almeno altri 3-4 progetti su cui lavoro da tempo: mostre sui maestri dell’Espressionismo tedesco, Escher, Rembrandt, Van Gogh e la Pop Art. Altre città, metropolitane e non, visti i risultati ottenuti si sono dette interessate al mio ruolo di curatore».
E se le offrisse a Como? Non dimentichiamo che, oltre al prodotto culturale, la mostra di Brueghel ha sponsor privati non istituzionali per circa 300mila euro. Gaddi fa capire che lo farebbe solo se ci fosse il «desiderio di ascoltare la proposta».
E qui arriva la doccia gelata: e non tanto perché l’attuale assessore Cavadini, come già noto, ha rinunciato allo show pirotecnico di fine mostra per il 29, ma perché di fatto si smarca dal predecessore: «La mostra di Brueghel – dice l’attuale assessore – ha grande successo principalmente grazie al fatto che Villa Olmo è uno dei luoghi d’arte più importante d’Italia. Ma le mostre nella storica dimora vanno riviste e allargate alla città».
Il giudizio sul modello Gaddi è quindi netto: «Stiamo lavorando alla prossima mostra, ma dovrà essere qualcosa di unico e non solo un evento-fotocopia dei tanti che già esistono. Non voglio sia solo una mostra d’immagine come è stato fino ad ora. Dovrà essere un evento unico, diverso dal passato, con forti connotazioni culturali legate ai luoghi della città, in primis la Pinacoteca dove lunedì 23 luglio, alle 18, organizzeremo una conferenza sui Fiamminghi, visto che il nostro museo possiede due opere di quel periodo».
E se Gaddi proponesse qualcosa per il 2013 o il 2014? «Non penso ci interessi. Stiamo già lavorando ad altre idee».
Si parla di una mostra sull’architetto futurista lariano Antonio Sant’Elia in Pinacoteca. Potrebbe avere un’estensione anche a Villa Olmo? «Una mostra solo su Sant’Elia no, ma il futurista potrebbe però essere esposto all’interno di un progetto più ampio di esposizione a cui stiamo lavorando».
Dopo Como, Brueghel partirà per Israele. «È parte di un circuito espositivo già programmato. Non possiamo intervenire in alcun modo; al massimo partecipare a qualche incontro».

Lorenzo Morandotti
Maurizio Pratelli

Nella foto:
Pubblico in coda nel parco di Villa Olmo in attesa di visitare la mostra sulla “Dinastia Brueghel” in corso fino al 29 luglio

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