Ca’ d’Industria, Supino “in catene”

La protesta – Il consigliere chiede la nomina immediata del cda
«Finché non verrà nominato il nuovo cda della Ca’ d’Industria, ogni mattina mi incatenerò qui, in Comune, alle 11 in punto. Un piccolo “promemoria” al sindaco».
Detto, fatto. Donato Supino, consigliere comunale di Rifondazione Comunista, ieri mattina si è passato una catena d’acciaio sotto le braccia e l’ha chiusa con un lucchetto a una colonna di Palazzo Cernezzi. «È inammissibile – ha detto ieri, dopo essersi incatenato – che l’istituto per anziani, patrimonio di tutti i comaschi

, sia senza cda da 5 mesi. Il commissario può gestire soltanto l’ordinario, ma non può prendere le decisioni necessarie a migliorare e risanare l’istituto. Nel 2010 il bilancio si è chiuso con un passivo di 680mila euro, e quasi 400mila euro all’anno vengono sprecati per pasti pagati, cucinati ma mai consumati». Secondo Supino, «il sindaco deve sbrigarsi a nominare il nuovo cda scegliendo persone tecniche e competenti, senza badare a equilibri politici».

Nella foto:
Donato Supino seppure “incatenato” non rinuncia al caffè

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