Bruno Bordoli

 
bruno_bordoli_smallL’AUTORE
Da Porlezza un viaggio nella grande tradizione europea
Bruno Bordoli (nella foto, click per ingrandirla) è nato nel 1943 a Porlezza. Dopo l’abilitazione magistrale, si è dedicato alla storia dell’arte. Risale al 1965 la scoperta della pittura, nel solco della grande  tradizione europea. Espone assiduamente a partire dal 1967. Tra le personali, sono da citare quelle in San Pietro in Atrio a Como nel 1997 e alla  Facoltà di Teologia di Lugano nel 2008. Bordoli, che tornerà presto ad esporre lavori recenti alla galleria “Il Salotto” di Como, ha inoltre in corso dal 1972 un’intensa attività di interpretazione pittorica di autori classici e moderni del panorama letterario e dell’Antico Testamento.
opera_bruno_bordoli_smallL’OPERA
Sogni d’autunno che ripecchiano la nostra fragilità
di Lorenzo Morandotti

Il debordare del lago, anzi “dei” laghi (potrebbe essere uno scorcio del Lario come del Ceresio, quello rappresentato); e poi l’orografia che delimita ma non costringe, anzi suggerisce, in modo simbolico, come destino ineludibile, l’attraversamento pacifico di un confine, l’ideale abbraccio tra più comunità che appartengono allo stesso contesto culturale e sono unite più di quanto dimostrino la loro quotidianità e il loro agire sociale.
Ma c’è dell’altro, ad aumentare il magnetismo misterioso dell’insieme e a sollecitare domande: i bagliori lontani sui profili dei monti, e in alto, una nuvola vagamente antropomorfa – figura  angelica  o demoniaca?  – quasi in procinto di tuffarsi. E che dire di quel guizzo di rosso sulla destra? È l’ultimo accenno di tramonto, o una nuova alba che chiede udienza?
Cielo autunnale di Bruno Bordoli è un olio su carta grezza realizzato  nel 2011, misura 20,6 per 18,3 centimetri ed è inedito, come le altre opere tra il 2009 e il 2011 dell’artista di Porlezza che trovate in questa pagina nella photogallery dedicata al maestro. Una carrellata d’immagini che ben sintetizza il suo percorso: lontano da qualsiasi forma di accademismo, e volto a far fruttare in terra lacustre i semi fecondi dell’espressionismo e del simbolismo, coltivando altresì un vasto interesse per l’irrazionale.
«L’immagine lacustre  è simbolo degli elementi costitutivi del paesaggio della “regione dei laghi” tra Lario e Ceresio – così  Bordoli intende spiegare il dipinto  – Lo specchio d’acqua misterioso e melanconico, le quinte dei monti che delimitano, includono e sprofondano nell’imponderabile  mondo liquido e il cielo autunnale con ombre e bagliori che sottolineano, a mio avviso, quell’atmosfera particolare e unica tipica dei laghi glaciali e “nordici” della nostra terra lombarda. Che induce a visioni oniriche  dense di rimandi alla condizione umana nel suo perenne e immutabile consumarsi».
GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)
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