Caglio fucina internazionale con l’orchestra lanciata da Abbado

alt Con “Il tè delle cinque” in Vallassina
Era il 2005 quando in seno alla famiglia di musicisti di Sabina Colonna Preti, insegnante al Conservatorio di Torino e strumentista di viola da gamba, in occasione di un concerto a Cuba con le sue tre figlie e una settantina di bambini dell’Avana, fu gettato il seme del progetto dell’orchestra giovanile internazionale Pequenas Huellas, prestigiosa formazione ospite straordinaria di una rassegna culturale in Vallassina lo scorso 13 agosto, con un concerto nella chiesa parrocchiale di Caglio.

/>Una delle tre figlie della signora Sabina, allora undicenne, in occasione di un secondo concerto con piccoli strumentisti italiani e cubani, intervenne a sorpresa chiedendo l’aiuto degli adulti affinché il legame che si era creato spontaneamente fra i giovanissimi esecutori non fosse interrotto.
Ricorda la signora Colonna Preti: «Con la mente e il cuore di una bambina disse che era urgente creare una catena di piccoli musicisti per il mondo, che con il linguaggio della musica parlasse dei problemi e dei diritti di tutti i bambini. Da allora sono al servizio di questa idea».
Il progetto dell’orchestra, che ha sede a Torino, ha poi avuto un padrino d’eccezione nel maestro Claudio Abbado, ispirato dall’esperienza venezuelana di “El sistema” di José Antonio Abreu, che utilizza l’educazione musicale e l’esperienza orchestrale dei bambini come mezzo di riscatto e di sviluppo della comunità.
La formazione ha coinvolto finora più di 3mila ragazzi di tutto il mondo. Il programma è far “crescere in orchestra”: una missione musicale che richiama gruppi di giovanissimi da diverse nazioni per condividere le giornate di prove e i successivi concerti.
La presenza straordinaria dei Pequenas Huellas a Caglio, nella rassegna estiva “Il tè delle cinque”, ha visto riuniti ragazzi da diversi Paesi, fra i quali Italia, Venezuela, Spagna, Polonia, Romania, Iran, Kenia. Va ricordato che il coinvolgimento di piccoli musicisti comaschi ha caratterizzato quest’anno tutta la manifestazione: dallo stage di chitarra, coordinato da Daniele Mazzoni di Appiano Gentile, che ha visto ospiti nei paesi della valle cinque giovanissimi strumentisti, ai concerti e alle messe musicate. Si sono esibiti fra gli altri il pianista di Erba Alberto Ligorio, Olga Introzzi di Como al violino, Silvia Guglielmelli di Tavernerio al sax.
Anche il repertorio ha richiamato l’universalità del linguaggio musicale, nel concerto dell’orchestra giovanile. Due splendide esecuzioni mozartiane, i concerti “K467” e “K216”, hanno visto rispettivamente all’opera come solisti il pianista Gaston Polle Ansaldi, di 23 anni, e il violinista quindicenne Diego Virguez Maeso, sotto la direzione del maestro Pablo Gonzales Martinez.
A seguire, l’Ouverture della Cavalleria leggera di Franz von Suppé ed un fuoriprogramma argentino con Piazzolla, condotto alla fisarmonica dal quattordicenne Federico Driggio, e poi l’appassionato Danzón di Arturo Márquez, con lenti viluppi di note alternati a impetuosi passaggi. La quindicenne Carolina Eguez, figlia minore di di Sabina Colonna Preti, ha infine diretto l’orchestra nell’esecuzione della Marcia dalla suite L’amore delle tre melarance di Sergeij Prokofiev e nello splendido finale con il brano Machambo, pezzo in cui i giovanissimi musicisti hanno fatto la loro parte tra percussioni, ritmi alternati, movimentazione generale dell’orchestra. Inevitabili il coinvolgimento del pubblico e la contagiosa trasmissione del messaggio di pace e di fratellanza dei Pequenas Huellas, che anche a Caglio hanno lasciato piccole impronte – questo il significato del loro nome – difficilmente dimenticabili.

Giuliana Panzeri

Nella foto:
Un momento del concerto dell’orchestra giovanile “Pequenas Huellas” a Caglio

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