Camera di Commercio, partite le consultazioni

altGirandola di incontri e di telefonate. Industriali divisi sul nome da proporre
Trenta giorni di tempo per trovare un nome e un accordo. Trenta giorni che si annunciano difficili.
Il mondo dell’economia e della politica comasca vive un momento di transizione importante. Nel giro di un mese, infatti, saranno rinnovati i governi di due organismi chiave del territorio: la Camera di Commercio e la Provincia. In nessuno dei due casi è previsto un voto popolare. Saranno invece gruppi ristretti a decidere.
In via Parini, il compito di indicare presidente e giunta è in

mano alle associazioni di categoria e ai 28 eletti nel consiglio camerale (i cui volti, al momento, sono ancora sconosciuti). A Villa Saporiti, la corsa alla poltrona più alta transita dal consenso di una platea più ampia ma pur sempre limitata: consiglieri comunali e sindaci del territorio.
Passaggio cruciale. Sia l’uno sia l’altro. A detta di tutti gli osservatori, il Lario ha bisogno di ritrovare in fretta una cabina di regia delle proprie politiche e la Provincia e la Camera di Commercio sono snodi chiave di questo processo.
Che cosa accadrà? Azzardare previsioni può essere divertente ma non è produttivo. Se in Provincia la guida andrà quasi certamente al Pd – partito forte di un risultato elettorale nell’ultima tornata amministrativa che gli ha consegnato una rilevante maggioranza di seggi nei consigli comunali più importanti del Lario – in Camera di Commercio ogni ipotesi è possibile.
In linea di principio, la guida di via Parini dovrebbe scaturire dall’accordo tra le componenti che hanno ottenuto la maggioranza relativa dei seggi nel nuovo consiglio.
Industriali, Cna, cooperative, Compagnia delle Opere e Confesercenti hanno conquistato con i loro apparentamenti la metà dell’assemblea.
Spetta a loro, se saranno in grado di fare sintesi, il primo passo. Ovvero, la proposta di un nome (o di una rosa) che sia capace di mettere tutti d’accordo.
Il candidato di Confartigianato, Marco Galimberti, appare tagliato fuori. Rappresenta la coalizione perdente e non ha mai riscosso il consenso unanime delle altre associazioni. Allo stesso modo, sembra essere tramontata definitivamente la candidatura di Mauro Frangi, presidente di Confcooperative e componente della giunta uscente. Pur facendo parte del raggruppamento vincente, rappresenta un numero esiguo di imprese e non ha l’ok nemmeno di una parte della maggioranza.
La scelta passerà quindi da una consultazione (informale) già lanciata da via Raimondi. Sono infatti gli industriali a tirare i fili in questo momento. Non senza difficoltà dato che, dicono ancora i bene informati, dentro l’associazione le tensioni tra gruppi restano molto vive. Gioacchino Favara, sindacalista Uil e consigliere comunale del Pd a Como, chiede coraggio. «All’economia e alla politica lariane serve una scossa. In Camera di Commercio e in Provincia c’è la possibilità di vedere facce nuove. Giovani». Una considerazione che è anche una dichiarazione di voto.
Una considerazione condivisa peraltro da molti. Sebbene fino a questo punto nessuno si sia preso la briga di indicare nomi e cognomi.

Da. C.

Nella foto:
La decisione sul futuro presidente della Camera di Commercio transita da via Raimondi

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