Campione, annuncio shock del commissario. I dipendenti comunali ancora senza stipendio

Il casinò di Campione d'Italia

Il Comune di Campione d’Italia non è nelle condizioni di pagare nemmeno una rata degli stipendi arretrati dei suoi dipendenti. Ieri mattina è naufragata l’ipotesi che, grazie al contributo ordinario dello Stato previsto nella legge di Bilancio, si potesse anticipare qualcosa agli impiegati da dieci mesi senza salario e tredicesima.
È stato lo stesso commissario prefettizio Giorgio Zanzi a comunicare la cattiva notizia ai dipendenti del municipio, convocati attorno alle 13 d’urgenza. «Zanzi ha riunito il personale e ha detto in modo chiaro che il contributo dello Stato sarà assorbito dagli anticipi di tesoreria e dalla rata di mutuo con la Banca Popolare di Sondrio – spiega Vincenzo Falanga, segretario della Uil Funzione pubblica di Como – non sarà quindi pagato alcuno stipendio arretrato». I dipendenti del Comune di Campione d’Italia lavorano da 10 mesi senza salario. «La situazione è tragica – dice ancora Falanga – se siamo tutti convinti che l’enclave sia ancora territorio italiano non si può far finta di niente. Diversamente, il governo decida di sbarazzarsi di Campione».
Tra novembre e dicembre, in fase di discussione della legge di Bilancio, era parso che qualcosa potesse sbloccarsi a favore del paese. In un primo momento, oltre ad alcune agevolazioni in materia tributaria, nel decreto fiscale era stato infatti inserito un contributo straordinario di alcuni milioni di euro. Contributo poi scomparso nella stesura definitiva.
«Bisogna fare qualcosa – insiste Falanga – le istituzioni devono tornare a occuparsi di Campione d’Italia».
La lunga attesa
Il fatto è che nonostante i termini di legge fossero precisi – 30 giorni a partire dal 18 dicembre – il presidente del consiglio non ha tuttora firmato il decreto di nomina del commissario straordinario, il quale dovrebbe essere chiamato a ipotizzare modi e forme della rinascita della casa da gioco dell’enclave, chiusa com’è noto dal 27 luglio scorso per il fallimento della società di gestione.
Secondo il deputato comasco del Movimento 5 Stelle, Giovanni Currò, «la nomina è di competenza del ministero dell’Interno» e, quindi, della Lega. «Non ho notizie dai nostri sottosegretari (Carlo Sibilia e Luigi Gaietti, ndr) ma posso ribadire le posizioni del Movimento che su questo sono sempre state chiare: serve una figura terza che si attenga a quanto è scritto nel decreto fiscale. Alla fine, ciò che occorre prima di ogni altra cosa è un piano finanziario che permetta al governo di fare una valutazione».
Le cause in corso
In questa fase tutto sembra però stare nelle mani della magistratura. A Roma, al Consiglio di Stato, si discuterà il 26 febbraio prossimo il destino degli 87 dipendenti messi in mobilità dal Comune dopo la dichiarazione di dissesto finanziario. Mentre a Milano, in Corte d’Appello civile, è attesa a giorni la sentenza sul reclamo contro il fallimento del Casinò. «Forse – dice l’ex vicesindaco di Campione d’Italia, Alfio Balsamo – il governo prima di nominare il commissario straordinario attende di conoscere l’esito di questo ricorso. Un giudizio favorevole del Tribunale toglierebbe allo stesso commissario ogni potere perché, di fatto, rimetterebbe in funzione la vecchia società di gestione».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.