Campione come Monte Carlo. I sogni di Preatoni e degli emiri

il Casinò di Campione d'Italia

Il Casinò che dovrebbe riaprire entro l’anno e ha bisogno di capitali. Il Comune in rosso che mette in vendita ville e strutture nella speranza che ci sia qualcuno disposto a investire e far ripartire il paese.
I destini della casa da gioco e dell’enclave sono da sempre legati a doppio filo e ora potrebbero intrecciarsi anche quelli delle cordate, più o meno note, decise a fare affari nell’ex paradiso italiano nel cuore del Ticino.
Le indiscrezioni si sprecano e, in attesa che i diretti interessati escano allo scoperto, voci e progetti si rincorrono. I nomi che circolano con maggiore insistenza sono ormai quelli dell’immobiliarista che ha “inventato” Sharm El Sheikh e del fondo sovrano del Qatar, che sarebbe pronto a fare shopping degli edifici comunali in vendita per trasformare l’enclave in una seconda Monte Carlo. C’è chi giura che abbiano già acquistato anche una delle ville più belle che si affacciano sul Ceresio.

Gli emiri non si espongono, per il momento. Ernesto Preatoni, milanese, fondatore del Gruppo Domina Vacanze, non rilascia dichiarazioni ufficiali, ma non fa mistero di un interesse per Campione che dura ormai dal 2018, dopo la chiusura della casa da gioco, quando ha messo gli occhi sul Casinò e non solo, convinto che l’enclave può decollare solo puntando sul “pacchetto completo”.

Una sorta di all inclusive, di quello che ha fatto la fortuna dei resort dell’immobiliarista.
Come dire, tavoli verdi, per attirare i clienti e un “villaggio” intorno per completare l’esperienza. Alberghi, negozi, servizi, divertimenti che ben potrebbero trovare spazio nelle strutture che il Comune metterà in vendita, dal porto alla ex sede della polizia municipale.
Resta da chiarire se l’immobiliarista ed eventuali cordate a lui legate, gli emiri arabi e altri gruppi che già si sono fatti avanti con manifestazioni di interesse per i beni in vendita, possano collaborare o avviare percorsi paralleli oppure se gli interessi andranno a scontrarsi e solo uno prenderà in mano il futuro di Campione.

«Il nostro auspicio è che il Casinò riparta e che le vendite vadano a buon fine – ha ripetuto chiaramente il sindaco, Roberto Canesi – Abbiamo avuto alcune iniziali manifestazioni di interesse. Auspichiamo che chiunque sarà sia davvero deciso a sviluppare turismo e commercio, un’area strategica per il paese». La pubblicazione del bando per le dismissioni, prevista a breve, costringerà chi è davvero interessato a iniziare a scoprire le carte. Il quotidiano ticinese “La Regione” ha redatto l’elenco dei gioielli che presto torneranno in vendita. Le due dimore di maggiore pregio sono Villa Franchini e Villa Mimosa, l’edificio rosa proprio affacciato sul lago e più volte già messo all’asta senza fortuna. Un gruppo cinese, nel recente passato, aveva in programma l’acquisto della villa per realizzare alcune ulteriori sale da gioco destinate ai giochi d’azzardo più apprezzati proprio oltre la Grande Muraglia. Le trattative si arenarono inevitabilmente con la dichiarazione del dissesto da parte del Comune e il conseguente fallimento del Casinò.

Altro pezzo appetibile per chi vuole fare investimenti immobiliari a Campione in un momento potenzialmente positivo, sono l’ex caserma della polizia locale, che ospitava oltre venti agenti, un’area del porto e un grande terreno edificabile.
Il valore complessivo del lotto è stato quantificato in 21 milioni di euro. Il Comune ha dovuto aggiornare le perizie con gli attuali valori di mercato, inferiori al passato. Anche per questo motivo, chi ha atteso i precedenti ribassi d’asta, ora si potrebbe fare avanti.
Grazie alla vendita di Villa Franchini, lascito dell’ex sindaco Franco Franchini, dovrebbe servire per riattivare la scuola materna del paese, si legge sempre sulla “Regione”. Un piccolo segnale di ripresa.

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