Campione d’Italia, i debiti con la Svizzera sfiorano quota 5 milioni di franchi

Comune di Campione d'Italia, Casinò

Due atti parlamentari fanno chiarezza sui debiti di Campione d’Italia verso la Svizzera e sulla solidarietà molto concreta che la Confederazione sta mettendo in atto nei riguardi dei lavoratori dell’enclave.
Rispondendo al deputato Massimiliano Robbiani, esponente della Lega dei Ticinesi di Mendrisio, il governo di Bellinzona ha fornito l’altroieri le cifre più aggiornate sulla situazione debitoria in cui versa il paese rivierasco nei confronti di istituzioni e imprese rossocrociate.
Il Cantone – ad esempio – vanta crediti per oltre 916mila franchi svizzeri. «Sono crediti – scrivono le autorità di Bellinzona – riferiti alla frequentazione di allievi campionesi nelle scuole superiori ticinesi», ma anche ai «contributi annuali ricorrenti di 300mila franchi riferiti agli anni 2017 e 2018».
Oltre che al Cantone, l’enclave deve molti soldi anche al Comune di Lugano e a una serie di imprese di servizi. A luglio si parlava di circa 3,2 milioni di franchi ma, spiega il Consiglio di Stato, «dato che l’erogazione dei servizi da parte di enti pubblici e privati non è stata interrotta, è lecito affermare che i crediti nei confronti dell’enclave continuino a lievitare. Attualmente stimiamo si avvicinino ai 4 milioni di franchi svizzeri».
Per fortuna, nonostante la situazione resti drammaticamente incerta, il Cantone non intende usare maniere brusche contro l’enclave. «In segno di solidarietà, e fintanto che la situazione sarà sotto controllo, il Consiglio di Stato non intende bloccare l’erogazione dei servizi a favore di Campione d’Italia – si legge infatti nella risposta data al deputato della Lega dei Ticinesi – Le recenti dimissioni dell’esecutivo campionese e la nomina dell’autorità prefettizia con conseguente commissariamento del Comune favoriranno un chiarimento relativo al pagamento dei debiti nei confronti dei vari prestatori di servizio nel Cantone. In questo ambito, lo stesso Cantone ha già insinuato i propri crediti nell’ambito della procedura fallimentare per le passività sino al 31 dicembre dello scorso anno».
Anche sul fronte dell’assistenza diretta a chi ha perso il lavoro il governo ticinese ha fornito cifre interessanti. Sino al 10 settembre scorso, erano «180 i dipendenti del Casinò di Campione d’Italia che si erano annunciati all’Ufficio Regionale di Collocamento», la struttura attraverso cui è possibile chiedere la corresponsione della indennità di disoccupazione. I presupposti del diritto a ricevere questa indennità, che corrisponde all’80% dell’ultimo salario, «è svolto autonomamente dalle singole casse di disoccupazione», che in Ticino sono gestite dai sindacati. Anche per questo motivo, sottolinea il governo cantonale, «al momento attuale non è possibile dire» quanti tra i dipendenti della casa da gioco campionese «sono o saranno a beneficio di indennità di disoccupazione».
Sicuramente, sia le casse di disoccupazione sia le autorità cantonali vigileranno affinché l’indennità sia percepita soltanto da chi ne ha diritto. «I casi per i quali sussiste un dubbio» saranno verificati in modo puntuale: sino al 10 settembre scorso i controlli della Sezione del lavoro erano stati 2.

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