Cronaca, Economia, Territorio

Campione d’Italia, rinascita in tre mosse. Museo come a Bilbao, fisco come alle Canarie e class action

Portare a Campione d’Italia una fiscalità agevolata per residenti e aziende, come accade alle Canarie, in Irlanda, a Madeira e in Lussemburgo, realizzare un museo all’aperto e in un’ala del casinò, sul modello del Guggenheim di Bilbao, tutelare i residenti campionesi in un momento così difficile anche dal punto di vista legale e psicologico, attraverso la valutazione del danno biologico alle famiglie. Non si può certo dire che non pensi in grande il comitato “Ritornare Campione”, presentato ieri all’hotel Melià, cinquestelle dell’ enclave, a pochi metri dalla casa da gioco, chiusa da luglio.
Promotori e fondatori del comitato, sono tre persone molto note sul territorio, ad iniziare dall’ex vicesindaco del penultimo mandato di Roberto Salmoiraghi, Simone Verda, poi presidente dell’Azienda del Turistica fino all’anno scorso.
«Non siamo un movimento politico – dice Verda – correre tra uno o due anni per amministrare il paese non è nei nostri progetti». Il comitato si vuole confrontare però al più presto con la politica romana, dopo aver raccolto il maggior numero di adesioni tra i residenti e gli imprenditori. La campagna di iscrizione a “Ritornare Campione” è stata avviata.
«Ci confronteremo anche con i parlamentari di Como e Varese, che in questi anni hanno avuto a cuore le sorti del territorio», dice Verda.
«Campione non può dipendere soltanto dal casinò, che comunque va riaperto al più presto», dice ancora Verda.
Massimo d’Amico, presidente dell’Associazione operatori economici di Campione ed esperto in materia fiscale, indica i modelli da seguire. «Oggi a Las Vegas il gioco pesa il 20% del Pil, il resto è dato da servizi, turismo e divertimento – dice d’Amico – Abbiamo avuto nell’ultimo anno di attività 900mila ingressi al casinò di Campione, ma non siamo mai riusciti a intercettare e trattenere in modo diverso tutta questa gente».
«A Campione non esiste un macellaio, un panettiere – dice Verda – deve tornare a essere un paese bello anche in cui vivere».
C’è poi il tema di quello che l’avvocato Davide Contini definisce «danno esistenziale subìto dai cittadini per via della chiusura del casinò».
Il professionista, che ha vissuto a Campione ed elaborato uno studio quattro anni fa proprio con Verda, spiega di aver già consultato psicologi e psichiatri. «C’è un intero paese in ansia, che non vede prospettive per il futuro – dice Contini – Qui non si parla di tutelare solo i dipendenti del casinò dal licenziamento collettivo, ma di intere famiglie che soffrono».
Il tema di una possibile class action di un paese contro lo Stato non avrebbe nessun precedente in Italia.
Toccato dai promotori di “Ritornare Campione”, anche il discorso degli eventi sportivi e culturali, che possano essere di richiamo.
Nel momento più difficile della storia di Campione d’Italia, ecco così una nuova proposta di rilancio. Il comitato chiede ora il sostegno, oltre che dei residenti, di imprenditori che siano intenzionati a investire sul territorio. Alcune figure si sarebbero anche già fatte avanti, ma senza le necessarie riforme a livello fiscale, investire nell’enclave rimane troppo rischioso.
La salvezza di Campione, per i fondatori del Comitato, deve passare da una modifica fiscale che permetta di rendere sostenibile il costo della vita per i residenti e di attrarre nuove imprese.
Il mito che l’enclave oggi sia un “paradiso fiscale” è infatti assolutamente da sfatare, come ha spiegato d’Amico. «Anzi, c’è un problema normativo che penalizza le imprese – dice – l’Inps di Como fatica a riconoscere sgravi previsti per legge. Si deve intervenire al più presto a livello normativo, sia sulle imposte dirette, sia sugli oneri doganali, altrimenti è impossibile rilanciare l’economia del paese».
«Dovremmo essere il biglietto da visita dell’Italia all’estero, invece dalla crisi del casinò siamo allo sbando. È ora di ripartire», conclude Simone Verda.

Il “Guggenheim Museum” di Bilbao, nel Nord della Spagna, uno dei più importanti e visitati musei di arte contemporanea di tutto il mondo
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26 settembre 2018

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