Campus al San Martino, la nota “segreta” della Regione

Economia e territorio
I tecnici di Palazzo Lombardia: «È impossibile cedere le aree a titolo gratuito»

(da.c.) Tutti lo sanno. E ne sono perfettamente consapevoli. Ma nessuno vuole o ha il coraggio di dirlo: la corsa contro il tempo per ottenere i fondi straordinari della Cariplo sul progetto del campus universitario del San Martino finirà in un vicolo cieco. E si infrangerà contro ostacoli insormontabili.
Sono numerosi i motivi per i quali questo progetto – su cui l’intero territorio lariano si straccia le vesti giurando e spergiurando unanimità di consensi – è destinato a rimanere, almeno

per ora, sulla carta.
Motivi, come detto, assolutamente conosciuti ai più. Messi per iscritto, addirittura, in alcuni documenti informali. Motivi sui quali è però calato un imbarazzato silenzio.
La relazione regionale
Iniziamo dalla Regione. In un mini-vertice convocato qualche giorno fa a Milano, il governatore Roberto Maroni ha dato «ampie rassicurazioni». Ma in realtà, sotto il cielo azzurro di Lombardia i dubbi sono moltissimi.
Il Corriere di Como è in grado di rivelare i contenuti di una nota interna della Direzione Programmazione Strategica, una sorta di “report” in cui si riassumono gli esiti del primo incontro tecnico sul campus svolto, sempre a Milano, il 27 settembre 2013. In questa nota, si dice chiaramente che «in assenza di disponibilità di risorse da parte delle Università, per realizzare l’intero intervento è stata proposta alla Regione la realizzazione un primo lotto (sulla porzione di edificio denominato “quadrilatero”) di 15 milioni di euro, di cui 5 da Cariplo sul bando Progetti Emblematici 2013 e la restante parte dal “territorio”».
Questo significa che nel caso in cui la Fondazione Cariplo dovesse effettivamente concedere il contributo atteso di 5 milioni, gli altri 10 milioni necessari ad avviare il primo lotto dei lavori dovrebbero essere messi sul tavolo dagli enti locali o, più genericamente, dal «territorio».
Già, il «territorio». Allo stato attuale dei fatti, gli unici fondi apparentemente disponibili sembrano essere i 2,3 milioni di euro giacenti nelle casse di Univercomo con la precisa destinazione degli interventi a favore del Politecnico. E il resto?
«Stiamo lavorando alla costruzione di un piano finanziario, quando sarà pronto e circostanziato dirò com’è fatto», ha ripetuto ieri Mauro Frangi, presidente di Univercomo.
Vedremo. Nel frattempo, torniamo alla nota della Regione Lombardia.
La questione delle aree
«Considerati i tempi per l’approvazione dei progetti Cariplo (15 novembre per la presentazione del progetto, corredato dalla disponibilità delle aree e la cantierabilità entro i 6 mesi successivi)», scrivono i tecnici della Direzione Programmazione Strategica, la vendita delle stesse aree è da escludere. Tanto che l’Azienda ospedaliera Sant’Anna ha proposto «l’ipotesi di locazione degli immobili, sostenendo tra l’altro come non sia «possibile un comodato d’uso a titolo gratuito». Via Ravona, si legge ancora nella nota regionale, «produrrà pareri del Nucleo di Valutazione della Azienda ospedaliera e dei revisori dei conti che specificheranno i motivi giuridici per i quali non è possibile mettere a disposizione gli immobili a titolo gratuito». Niente comodato né diritto di superficie, quindi. Ma soltanto locazione, sulla base delle prescrizioni della legge Basaglia, la norma che ha stabilito forme e modalità dell’utilizzo degli immobili una volta occupati da strutture psichiatriche.
In attesa di verificare se effettivamente la direzione generale del Sant’Anna abbia inviato alla Regione il parere del Nucleo di Valutazione, i tecnici e i dirigenti della Direzione Programmazione Strategica di Palazzo Lombardia hanno anche ipotizzato il canone di affitto da pagare per il San Martino: 250mila euro annui in caso di locazione (non inferiore a 33 anni) degli spazi in corso di ristrutturazione (16mila mq); 1,6 milioni di euro in caso di locazione degli spazi già ristrutturati».
1. Continua

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.