Campus, nessuna decisione. Carioni non partecipa al vertice. Mancano ancora fondi e progetti

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Il caso – Oltre agli eventuali 5 milioni dalla Cariplo, gli enti devono trovarne 10 sicuri
Dalla maxi-riunione a Palazzo Cernezzi ennesima fumata grigia

(e.c.) Una nuova riunione fiume, una nuova riunione che non ha sbloccato l’impasse. A dispetto del tempo che corre – e di una Fondazione Cariplo che, entro fine gennaio, dovrebbe decidere a quale grande progetto lariano assegnare i 5 milioni (su 7 totali) a disposizione del territorio – l’incontro svolto ieri a Palazzo Cernezzi sull’ipotesi di campus universitario all’ex San Martino non ha prodotto grandi novità.
In Comune erano presenti (quasi) tutti gli attori

coinvolti nel progetto: il sindaco, Mario Lucini, e l’assessore all’Urbanistica, Lorenzo Spallino, il presidente di UniverComo, Mauro Frangi, i rappresentanti di Politecnico e Insubria, il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Marco Onofri, una delegazione tecnica dell’Asl e Giorgio Carcano in rappresentanza della Camera di Commercio. Unica assenza – difficilmente casuale – quella del commissario della Provincia, Leonardo Carioni, il quale si è limitato a un veloce incontro con il primo cittadino prima della riunione plenaria per poi lasciare il Comune. Una decisione dettata – a livello ufficiale – dal ruolo delicato di Carioni, il quale (assieme Giacomo Castiglioni, presidente della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, onlus direttamente collegata alla Fondazione Cariplo) dovrà comunicare a Giuseppe Guzzetti l’indicazione ufficiale del territorio per i milioni della fondazione milanese. Ma, in realtà, la mancata partecipazione del commissario di Villa Saporiti si può “tranquillamente” interpretare come l’ennesimo segnale di aperta sfiducia del leghista verso il progetto del campus, ritenuto troppo costoso e con basi progettuali enormemente fragili.
Tornando alla riunione, le novità emerse ieri sono veramente poche. I nodi, infatti, sono ancora sostanzialmente tutti sul tavolo, irrisolti. Primo fra tutti, quello di natura economico-finanziaria per la realizzazione di almeno un primo lotto funzionale del campus. A spaventare non sarebbe tanto la cifra in sé di circa 15 milioni (comprendente anche gli eventuali 5 milioni dalla Cariplo), quanto le difficoltà materiali dei vari soggetti in campo a garantire in tempi certi, precisi e inderogabili le rispettive somme da mettere sul piatto (oltre ai fondi Cariplo, 2,8 milioni ipotizzati tramite mutuo assunto da UniverComo, altri 2,5 con fondi propri della stessa UniverComo, un milione dalla Camera di Commercio e il resto a carico del Politecnico).
C’è poi l’aspetto progettuale da tenere presente, con la necessità che – una volta eventualmente ottenuti i 5 milioni dalla Fondazione milanese – i cantieri vengano aperti entro un massimo di 6 mesi. E, a oggi, non esiste un progetto esecutivo e andrebbero ancora definite le procedure d’appalto. In ultimo, la serie di questioni appena elencate dovrebbe trovare unità in un accordo di programma da sottoporre alla Regione entro fine mese. Una scadenza che – sebbene Comune e Camera di Commercio ora siano incaricate di dare risposte ai problemi entro pochi giorni – pare difficile da rispettare. E, stando ai rumors, la Fondazione Cariplo non sembra intenzionata ad aspettare oltre fine gennaio. Altrimenti, i fondi potrebbero dirigersi spediti verso la riqualificazione di Villa Olmo.

Nella foto:
L’area dell’ex ospedale psichiatrico San Martino si estende su circa 300mila metri quadrati. Il progetto di realizzarvi un grande campus universitario è in discussione da anni, ma finora non si è mai concretizzato

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