Cantiere Pliniana

altTesori lariani Presentati ieri i progetti della Petrolifera Italo Rumena per recuperare l’antico complesso monumentale
Parte finalmente, dopo molti anni di attesa, il cantiere di restauro nel complesso monumentale di Villa Pliniana a Torno, una tra le più antiche e suggestive ville del Lario destinata a essere pronta per i turisti (oltre che per danarosi affittuari) nell’anno dell’Expo.
L’accordo è stato siglato ieri tra i proprietari, la Petrolifera Italo Rumena e il Comune di Torno. Il cantiere – con maestranze bergamasche e del Ravennate – ha aperto di fatto ieri e conta di essere operativo prima

di Natale, dopo cinque anni di progettazione (le tavole in totale sono 400). Si prevede possa concludersi nell’estate 2015. Il tutto in accordo con la Soprintendenza. Top secret l’importo dell’intera operazione ma ovviamente si parla di molti milioni di euro e di conseguenza di un considerevole incasso da parte del Comune in oneri.
Lo scopo è fare di Villa Pliniana – che comprende oltre al corpo centrale altre sette strutture – un complesso finalizzato a scopi residenziali e ad eventi. In coro, l’amministratore delegato della Petrolifera Italo Rumena Guido Ottolenghi, il sindaco di Torno Giovanni Sala e il progettista Rosario Picciotto hanno sottolineato che l’obiettivo primario è «mantenere inalterato l’altissimo valore storico-artistico. Il tutto al termine degli interventi di consolidamento».
Il cantiere in realtà – che ora entra nel vivo dopo un lungo affinamento con la parte pubblica e con l’avvicendamento di vari amministratori locali – è partito molto tempo fa, alla fine degli ’90, con interventi di consolidamento e messa in sicurezza delle fondazioni, e il restauro del tetto e delle facciate, completati nel 2004. In tale fase si pose mano anche all’ammodernamento della strada di accesso.
«Siamo proprietari da trent’anni – ha detto ieri Ottolenghi – ma solo negli anni Duemila, grazie all’arrivo di George Clooney sul lago che ha dato un forte impulso al mercato immobiliare di lusso e che ci sentiamo di ringraziare pubblicamente, gli orizzonti si sono aperti. Come recita un salmo, “Si semina nel pianto e si raccoglie nella gioia”. Abbiamo atteso molto e ora aspettiamo di cogliere i frutti del nostro lavoro».
A partire dal 2004, la proprietà ha studiato varie soluzioni di intervento, compresa quella alberghiera, ma ora – forse complice anche l’avvio del resort Casta Diva a Blevio, obiettivamente concorrenziale – si è puntato a una soluzione mista di altro genere: «Non cerchiamo acquirenti, desideriamo mettere la villa a reddito inserendola nel settore degli affitti brevi, dando così un forte contributo al turismo lariano», ha detto ieri Ottolenghi dopo la conferenza stampa di presentazione del progetto. Oltre che agli affitti, si punta anche all’ospitalità offerta ad eventi culturali di altissimo profilo. È questo l’obiettivo per far funzionare in modo redditizio la struttura.
«Dal 2002, in collaborazione col Comune di Torno, la villa è visitabile una volta all’anno e, dopo i lavori, durante i quali non saranno possibili visite, questa consuetudine riprenderà, come ha fortemente voluto il sindaco di Torno, Giovanni Sala» ha detto ancora Ottolenghi. Da parte sua, il primo cittadino ha rimarcato che «anche oggi la villa ha il suo fascino del tutto peculiare, magari alimentato da misteri e da qualche leggenda di troppo. Auspico che l’atmosfera particolare che circonda il complesso monumentale non vada perduta con il restauro».
L’intervento
Il cantiere prevede la messa in sicurezza degli edifici degradati e il loro restauro, mantenendone inalterate le caratteristiche tipologiche, l’impianto di base, le superfici e le volumetrie. Sarà ovviamente salvaguardata e valorizzata la sorgente intermittente che tanto lustro dà al complesso. Da fare ex novo sono un’autorimessa interrata e un ascensore scavato nella roccia, visibile solo in minima parte. Il piano nobile e la cappella sconsacrata saranno impiegati per l’accoglienza degli ospiti, la rappresentanza istituzionale e l’organizzazione di eventi culturali, mentre l’antica limonaia ospiterà una piscina.
Preliminare all’intervento è una radicale mappatura della struttura, con tecnologie laser scanner e indagini diagnostiche con telecamere che si sono inoltrate fin nei più reconditi recessi della villa scoprendo tra l’altro, in un sottotetto, camini con decorazioni originali del XVI secolo.
«La villa è sottoposta a più vincoli tra cui quelli monumentale, geologico e paesaggistico. Gli interventi saranno orientati in massima parte al recupero filologico dell’esistente. Stiamo attendendo l’autorizzazione per un pontile dove far attraccare i battelli della Navigazione», ha detto ieri Rosario Picciotto, architetto che con Luciana Bassan cura il progetto per lo Studio Arplan di Padova. «Particolare cura – prosegue – sarà riservata alla coibentazione, in una struttura addossata alla roccia e con forte presenza d’acqua in cui storicamente le percolazioni e l’umidità rappresentano una sfida costante».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Da sinistra, il sindaco Giovanni Sala e Guido Ottolenghi de “La Petrolifera Italo Rumena”

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