Cantù, 30 anni dall’ultimo successo europeo, la Coppa Korac 1991: ricordo di una notte magica

Coppa Korac 1991 Pallacanestro Cantù Pierluigi Marzorati

Una città in festa come Napoli quando ha vinto i suoi scudetti con Diego Armando Maradona. Per una sera la di solito compassata Brianza diventò come Fuorigrotta.
Esattamente 30 anni fa, il 27 marzo del 1991, Cantù era in festa per la vittoria della sua squadra in Coppa Korac. Di fatto l’ultimo successo europeo della società brianzola che – è bene ricordarlo – rimane ancora oggi una delle società più titolate a livello continentale.
Il trofeo
La Coppa Korac nel basket all’epoca equivaleva alla Coppa Uefa nel calcio, quella che oggi si è trasformata in Europa League.
Il trofeo era dedicato a Radivoj Korac, grande cestista jugoslavo nato nel 1938 e morto nel 1969 in un incidente stradale. All’epoca era tra i migliori atleti del suo Paese. Il disegno della coppa – che andò in scena dal 1972 al 2002 – con un pallone spezzato, rappresentava la vita del giocatore, terminata prematuramente. Nella sua carriera anche un anno in Italia, nel Petrarca Padova, per il torneo 1968-1969, l’ultimo della sua carriera. Il giorno della sua morte, il 2 giugno, in Serbia in sua memoria non vengono disputate partite di pallacanestro.
Cantù nella storia è la squadra che ha vinto più volte la Korac, esattamente in quattro occasioni, 1973, 1974, 1975 e, appunto, 1991.
La doppia finale
La doppia finale con il Real Madrid fu epica e anche, purtroppo, tragica. L’allenatore degli spagnoli Ignacio Pinedo, infatti, si sentì male per un problema cardiaco durante il match d’andata, senza più riprendersi, e sarebbe scomparso pochi mesi dopo, il 16 di agosto.
La sfida iniziale nella capitale spagnola terminò con la vittoria degli ospiti di due punti (71-73). Un incontro in cui la compagine canturina – che all’epoca era ribattezzata Shampoo Clear – era stata in vantaggio anche di 9 punti. Quel minimo margine si rivelò fondamentale perché al ritorno, in un Pianella gremito in ogni ordine di posti – quella sera non c’era spazio libero nemmeno per uno spillo – nei tempi regolamentari Madrid era avanti proprio di due punti (77-79) e si rese necessario un tempo supplementare. Una partita in cui Cantù era stata sotto di 18 punti e in cui tutto sembrava perduto. Ma ci pensò l’americano Pace Mannion, con ben quattro realizzazioni consecutive da tre, a riportare la formazione allenata da Fabrizio Frates in carreggiata.
Si rese quindi necessario l’overtime con i due tiri liberi di Davide Pessina che regalarono il trionfo ai padroni di casa (95-93 il finale) nel tripudio del Pianella, con una invasione vecchio stampo, di quelle che oggi – anche se pacifiche e festose – non sono più possibili.

Il cammino dei brianzoli
Il percorso della Clear nella competizione continentale 1990-1991 era iniziato non troppo lontano dalla Brianza. La prima compagine superata nel turno preliminare era ticinese, il Sam Massagno (Svizzera). Poi era stata la volta del Vojvodina Novi Sad (Jugoslavia) nel primo turno; nella fase a gironi Cantù terminò al primo posto nel suo gruppo davanti al Real Madrid, al Panathinaikos (Grecia) e al Trane Castors Braine (Belgio). Nei quarti di finale fu superato il Cibona Zagabria (ancora Jugoslavia); in semifinale i francesi del Mulhouse.
I protagonisti
La rosa di quella squadra era composta da Pierluigi Marzorati (capitano), Giuseppe “Beppe” Bosa, Roosevelt Bouie, Silvano Dal Seno, Andrea “Rambo” Gianolla, Angelo Gilardi, Pace Mannion, Davide Pessina, Alberto Rossini, Alessandro Zorzolo. Il tecnico era Fabrizio Frates, con assistente Bruno Arrigoni; direttore sportivo Gianni Corsolini, che ci ha lasciato poche settimane fa, e presidente Aldo Allievi, scomparso nel marzo 2011.
Le testimonianze
«Non era stata una vittoria facile – spiega Roberto Allievi, figlio di Aldo e attuale presidente della Pallacanestro Cantù – La nostra formazione era stata costruita attraverso la cessione di Antonello Riva, nel 1989, che ci aveva consentito di sistemare il bilancio, che era in deficit, e di avere nel tempo importanti contropartite tecniche. Fu un ottimo lavoro di tutti, a partire dall’allenatore Fabrizio Frates. Alla fine fu una grande festa a Pianella, con scene che speriamo un giorno di poter rivedere».
«La conquista della Coppa Korac 1991 fu in pratica la conclusione della mia carriera – dice Pierluigi Marzorati – Avrei voluto smettere un paio di stagioni prima, ma mi era stato chiesto di rimanere per favorire la crescita di Alberto Rossini nel mio ruolo. Cantù aveva vinto molto in Europa negli anni ’70 e all’inizio degli ’80, poi c’era stata una pausa. Quel trofeo fu come la chiusura di un cerchio. Il ricordo di quella sera? Una lotta fino all’ultimo secondo, con i canestri decisivi di Pace Mannion nel momento più difficile».
«Fa solo piacere ripensare a quel successo – dice Davide Pessina – Fu una enorme soddisfazione vincere in Europa, soprattutto con una maglia importante e di tradizione come quella di Cantù».

SOTTO, IL DOWNLOAD DELLA PAGINA USCITA SUL CORRIERE DI COMO, CON LE IMMAGINI DELLA VITTORIA E IL BIGLIETTO ORIGINALE DI QUELLA SERATA AUTOGRAFATO DAI PROTAGONISTI

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