Cantù, anche il Tar dice no alla moschea. Esulta la Lega
Cronaca, Territorio

Cantù, anche il Tar dice no alla moschea. Esulta la Lega

Ma l’associazione Assalam farà ricorso

Nuovo match a suon di carte bollate del braccio di ferro tra il Comune di Cantù e l’associazione “Assalam” per l’utilizzo del capannone di via Milano. Se in primavera il Tar aveva annullato il divieto a celebrare il ramadan nei locali, divieto imposto dal Comune (confermando il limite d’accesso a 99 persone) ora è la Lega a esultare per la sentenza del Tribunale amministrativo. Il Tar della Lombardia ha infatti confermato il provvedimento del Municipio della Città del Mobile e respinto l’altro ricorso di Assalam. Il Tar sottolinea come «il rilevante numero di persone che entra nell’immobile in occasione delle feste religiose» rappresenta un utilizzo «dei locali che, per la sua incidenza urbanistica ed edilizia, necessita del previo rilascio di un permesso di costruire» specifico. I giudici hanno invece annullato il provvedimento comunale che intimava la consegna delle chiavi dell’immobile al Comune.

Immediata la reazione dell’avvocato di Assalam, Vincenzo Latorraca.
«Avevamo fatto un primo ricorso e poi altri due per motivi aggiuntivi – dice – La nota positiva è che il ricorso contro le questioni poste dall’attuale amministrazione, con la richiesta di riconsegna delle chiavi e l’acquisizione dell’immobile tra i beni del Comune è stato accolto e quindi il capannone resta all’Associazione Assalam».
«Per quanto riguarda il provvedimento respinto – aggiunge – non ritengo corretta la decisione e presenteremo quasi certamente ricorso. Il Tar fa riferimento a un articolo che riguarda le opere difformi dal progetto autorizzato e un eventuale abuso. In questo caso all’associazione non è stato contestato un abuso a livello di costruzione dell’opera, ma dell’uso».

«Non si deve applicare quell’articolo – sottolinea il legale – non c’è nulla da ripristinare. È probabile un ricorso in Appello su questo fronte, anche perché tutte le sentenze del Consiglio di Stato ci darebbero ragione. Non è stata contestata alcuna opera abusiva, solo i comportamenti vengono contestati».
Per la Lega, la sentenza del Tar è invece un successo destinato a fare giurisprudenza in tutta Italia.

«Esprimo enorme soddisfazione per la sentenza del Tar della Lombardia che dà ragione al comune di Cantù – sottolinea il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni – la moschea di via Milano 127 è abusiva e illegale. Dopo anni di battaglie e di manifestazioni promosse dalla Lega canturina, alle quali Matteo Salvini ha dato grande sostegno per denunciare la violazione delle regole urbanistiche del Comune e della legge regionale, giunge una vittoria storica».

«Finalmente è stata ripristinata la legge e la legalità. La sicurezza dei canturini ha sconfitto l’arroganza e la prepotenza di chi utilizzava un capannone industriale come moschea» aggiunge.

«La sentenza del Tar – gli fa eco Paolo Grimoldi, deputato e segretario della Lega Lombarda – fa giurisprudenza e fa da apri pista. A Milano e in tutta la Lombardia ci sono decine e decine di moschee abusive irregolari e finalmente, grazie a questa sentenza, nel rispetto della legge regionale sui luoghi di culto, possiamo iniziare a chiuderle tutte, una per una, cominciando da quelle milanesi».

27 Ago 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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