Cantù, due volti che fanno paura

Basket maschile – Brillante in Eurolega, deludente in campionato. I tifosi si interrogano sulle prestazioni alterne della Bennet, attesa domani dalla gara con l’Olympiakos
Troppo brutta per essere vera. Già, perchè la Bennet travolta domenica a Treviso per 72-55 dalla Benetton, è apparsa lontana parente di quella sfavillante e vittoriosa solo giovedì scorso in Eurolega contro il Bilbao.
Per spiegare come la squadra canturina sia protagonista di questa versione cestistica di Dr. Jeckyll e Mr Hyde nel giro di pochi giorni, non può bastare l’assenza di un giocatore cardine come Vladimir Micov (stoppato alla vigilia del match di domenica per un problema alla

schiena). Il primo a saperlo è lo stesso coach Andrea Trinchieri apparso durante la gara di Treviso prima arrabbiato, poi incredulo ed infine quasi impotente di fronte al cedimento strutturale della sua squadra.
«Abbiamo fatto una bruttissima partita – sostiene il coach, ripensando alla batosta di Treviso – poveri di energia, ma anche incapaci di leggere le situazioni e negativi anche nelle prestazioni dei giocatori».
Un’analisi che suona come campanello d’allarme per la squadra come è stato sottolineato dalla stessa first lady, Anna Cremascoli: «Si deve ancora abituare al doppio impegno ravvicinato di coppa e campionato» ha detto il presidente. Ma coach Andrea Trinchieri vuole trovare una soluzione in tempi rapidi: «Se è vero che dobbiamo abituarci, allora urge farlo in fretta».
La Bennet a Treviso è apparsa spenta e fuori giri, come squadra e nei singoli. Unico a salvarsi, forse, della truppa biancoblù, è stato Gianluca Basile.
Emblema della serata storta generale al tiro (6/24 da tre e 11/29 da due) sono stati un disorientato Leunen (3/11 totale), un impreciso Markoishvili (2/9 dal campo) mentre sotto canestro hanno litigato con il ferro Scekic, Ortner e Shermadini. Intanto, tra tifosi e addetti ai lavori incominciano ad affiorare perplessità circa la poca incisività di Lighty, l’involuzione di Ortner quanto la mancanza di un altro play di ruolo da affiancare a Cinciarini.
A tutto questo si è aggiunto il calendario, che non sembra aver dato una mano alla Bennet, perchè a cavallo del periodo di “apprendistato europeo”, nelle ultime due gare di campionato, ha dovuto affrontare due squadre che arrivavano dal turno di riposo, perdendo in entrambe le occasioni: due settimane fa con Pesaro e domenica con Treviso.
Non certo una coincidenza, come coach Trinchieri ha puntualizzato. «Purtroppo è la seconda volta di fila che ci capita di affrontare squadre ferme da 15 giorni – ha spiegato – Detto questo, complimenti a Treviso che ha giocato con molta più energia di noi e ha meritato la vittoria».
Che la Benetton fosse più fresca e lucida, sia fisicamente che mentalmente della Bennet, è stato tanto evidente da risultare alla distanza il fattore decisivo, come ha ammesso anche Sasha Djordjevic, coach del team trevigiano: «Ovviamente, dopo due settimane di stop, la nostra squadra aveva molta voglia di giocare e abbiamo potuto preparare bene la gara – spiega il tecnico della Benetton – Il nostro piano partita è stato rompere il loro ritmo e il loro sistema, al quale sono abituati da anni e che li fanno, a mio parere, una delle candidate allo scudetto 2012».
Le tre sconfitte nelle ultime quattro partite hanno però un po’ minato le certezze del popolo canturino che, dopo il ko di domenica e alla vigilia del match chiave per il cammino in Eurolega, domani a Desio contro l’Olympiakos, si divide ora tra speranze, preoccupazioni e un amletico interrogativo: ma al Paladesio scenderà in campo la Bennet Dr Jeckill, capace di schiantare Bilbao, o la versione Mr Hyde di Treviso?
A nome della squadra, prova a rispondere Manuchar Markoishvili: «A Treviso abbiamo giocato con poca energia e abbiamo fatto fatica a trovare la nostra consueta fluidità in attacco – spiega – Può essere stata una questione di stanchezza dopo la bella prestazione contro il Bilbao, ma forse abbiamo sofferto ancora di più la stanchezza mentale. Dobbiamo trovare in fretta il ritmo del doppio impegno, perché non possiamo lasciare altri punti in campionato».
Già, domani si torna in campo contro una corazzata come l’Olympiakos. «Questo, per assurdo, è la cosa bella dell’Eurolega – dice ancora Markoishvili – Non possiamo piangere troppo sul ko di domenica, ma concentrarci subito sul prossimo impegno. In Eurolega stiamo andando bene e dobbiamo provare a difendere il nostro fattore campo».
«L’Olympiakos è un cliente difficile – conclude il giocatore georgiano – una formazione di grande prestigio con un coach di incredibile esperienza come Ivkovic, giocatori di primo livello come Spanoulis e giovani in rampa di lancio come Kesely. Non dobbiamo, però, concentrarci troppo su di loro, altrimenti rischiamo di perdere di vista le nostre qualità. Ecco perché sarà fondamentale adattarci alla loro fisicità in difesa e ritrovare il nostro gioco offensivo».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Maarten Leunen
Lo statunitense è stato uno dei peggiori nella gara persa dalla Bennet Cantù domenica scorsa sul campo di Treviso. Domani i brianzoli sono attesi dal match di Eurolega contro l’Olympiakos

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