Cantù fra passato e presente Awudu brilla, Mazzarino saluta

alt Basket Estate intensa su ogni fronte

Cantù tra passato e presente, con la Nazionale Under 20 di coach Stefano Sacripanti e del giocatore Awudu Abass che ha iniziato bene agli Europei di categoria e l’addio di Nicolas Mazzarino.
A Tallin, in Estonia, gli “azzurrini” di Sacripanti e Abass ha già ottenuto due successi. Tra i c’è il giovane cestista comasco Awudu è sempre stato tra i migliori nelle prime due vittorie. All’esordio la giovane Italia infatti ha battuto per 76-70 una delle favorite della vigilia la Francia

dopo una partita combattuta chiusa proprio da una schiacciata di Abass. Per il 20enne un ottimo tabellino con 13 punti. Il secondo successo dell’Italia del tandem Sacripanti-Abass è stato più agevole, contro la Repubblica Ceca, battuta 89-75. Per il lariano 12’ in campo con 3 punti.
Dopo il giovedì di riposo l’Italia Under 20 torna in campo oggi sfidando la Slovenia per poi chiudere il girone di qualificazione ai quarti affrontando domani i padroni di casa dell’Estonia.
Intanto a Cantù ieri è stato il giorno dell’addio di Nicolas Mazzarino. A 38 anni il capitano torna in Uruguay: ha firmato un contratto di 3 anni con il Malvin di Montevideo e allo stesso tempo studierà da allenatore.
«Sono orgoglioso di fare parte della storia della Pallacanestro Cantù – ha detto alla conferenza stampa di saluto – ora torno a casa in Uruguay ma tifosi e società saranno sempre nel mio cuore».
L’ultimo giorno a Cantù e da canturino di Nicolas Mazzarino dopo otto stagioni, intense, di maglia biancoblù è intriso di forti emozioni e occhi lucidi. Come quelle da capitano che saluta e ringrazia tutti guardando la sua gigantografia nella sala stampa dell’Ngc Arena accanto a quelle di altre bandiere come Antonello Riva, Pierluigi Marzorati e Carlo Recalcati. «Chi l’avrebbe detto quando arrivai a Cantù che sarei stato al loro fianco, autentiche leggende? Sono fiero di aver lasciato il segno del mio passaggio. Incredibile».
Otto stagioni che sono volate per il “Cardinale”. «Ricordo il primo giorno da biancoblù – ha detto – Arrivavo da Reggio Calabria e mi chiedevo se potevo essere all’altezza di una società gloriosa come la Pallacanestro Cantù». Invece partita dopo partita Mazzarino è diventato l’emblema della squadra e della canturinità. «È la cosa che mi rende più orgoglioso. Ma non ho fatto nulla di speciale, sono stato me stesso, ho dato sempre tutto e la gente mi ha voluto bene per questo. Perché a Cantù i tifosi vogliono questo: gente che lotta sempre e si sbuccia le ginocchia se serve per la loro maglia. Per questo c’è stato subito feeling e la chimica giusta tra me e Cantù».
Otto anni intensi fuori e dentro il campo. «Forse potevamo vincere qualcosa di più come la gente sperava, ma tra i ricordi più belli conserverò la Supercoppa Italiana alzata al cielo». Innumerevoli le immagini del capitano. «Tantissime: dalle prime stagioni, con la lotta per entrare ai playoff; non dimentico la finale scudetto, fino alle semifinali di quest’anno. E poi ci sono le pagine internazionali, con l’Eurolega che ha un posto speciale: ho sempre sognato di giocarla e con Cantù ci sono riuscito».
Mazzarino ripercorre la sua avventura in biancoblù ripensando agli allenatori: «I primi anni ordini di Sacripanti: mi sono divertito molto in attacco, mi sono proprio trovato bene. Dopo ho avuto Luca Dalmonte un tecnico tosto e pignolo che pretendeva la precisione sempre. Poi ci sono stati i quattro anni con Andrea Trinchieri uno specialista che ama lavorare tanto sui dettagli. Tutti mi hanno insegnato tanto».
Non mancano ringraziamenti alle proprietà, le famiglie Corrado e Cremascoli, e a tutte le persone che sono state vicine a Mazzarino in questi giorni: «Mi sono giunti tanti attestati di affetto: non me lo aspettavo, Ma non è finita qui. Un giorno tornerò a salutare tutti ancora al Pianella».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Un giocatore amato
Dopo otto stagioni Mazzarino torna in Uruguay: ha già un contratto di tre anni con una squadra di Montevideo e poi studierà per fare l’allenatore

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