Cantù, il rilancio dopo l’intervista a Gerasimenko. Bocche cucite e soldi sul tavolo, ma il tempo stringe

Dmitry Gerasimenko

Più che una partita giocata su un campo da basket, sembra una partita di poker, giocata a distanza. Da una parte il proprietario della Pallacanestro Cantù, l’ex magnate russo dell’acciaio, dall’altra i potenziali acquirenti. Un gruppo in particolare, ovvero quello degli “americani”, ma forse è meglio definirlo il gruppo di “Tic” Tutti insieme Cantù, rinforzati dall’attuale sponsor, Antonio Biella di Acqua S.Bernardo. La lunga intervista esclusiva pubblicata ieri su queste colonne da Massimo Moscardi, potrebbe essere l’ennesima mossa di Gerasimenko. Un ultimo messaggio, nella settimana decisiva. Dopo la partenza di coach Pashutin, dopo il possibile addio di capitan Udanoh, durato lo spazio di una mattina, o le insistenti sirene che richiamano Frank Gaines verso il campionato francese.
Ieri, dalla parte del tavolo di “Tic” nessuno parla, o meglio vuole parlare. Tutti hanno letto e vivisezionato le parole di Dmitry. Ci sarebbe stato anche un rilancio. Nessuno dà le cifre ufficialmente, le carte sono coperte, ma si parla di molto più di quei 400mila euro in otto anni rivelati dal russo. Si parla di aver promesso tutto quello che Gerasimenko ha chiesto. Le fiches sono sul tavolo, ma le «capacità» richieste da Gerasimenko? Sono sufficienti? Nel suo dialogo, il proprietario ha spiegato che vuole «necessarie garanzie per il futuro e per la continuità». Mr Red October dovrà valutare in fretta il team messo in piedi da Angelo Passeri di Tic, da Andrea Mauri e dagli “americani”. Lo sapremo a breve. Probabilmente a brevissimo.
«Parleremo solo quando la trattativa sarà chiusa, in un modo o nell’altro», dice Passeri.
Eppure non si può negare che, nonostante le parole di Gerasimenko, si respiri ancora aria positiva a Cantù. «Sono ore decisive per il futuro della squadra e in un momento così delicato credo sia meglio evitare dichiarazioni – spiega il vicesindaco di Cantù, Alice Galbiati – attendendo fiduciosi buone notizie».
Si attendono buone notizie, mentre i giorni passano inesorabilmente. A Firenze ieri è partita la Final Eight di Coppa Italia, ma l’Acqua S.Bernardo Cantù più che altro guarda il calendario. Lunedì scattano i controlli della Comtec sui conti della società. Il fairplay finanziario è una cosa seria nel basket. Da questo campionato ancora di più. Cantù deve dimostrare di essere in regola con i pagamenti dei contributi di due stipendi e deve regolarizzare il contratto di coach Brienza. Cifre? Si parla di oltre 200mila euro. Non bruscolini, insomma.
La squadra potrebbe “sopravvivere” senza la scure della Comtec per altri cinque giorni, con sanzioni di circa 2mila euro al giorno. Poi? A questo punto, se Gerasimenko non avesse ancora ceduto a una o l’altra cordata (gli imprenditori svizzeri di fatto non si sono ancora ritirati, anche se il magnate russo non sembra aver preso molto in considerazione l’offerta ndr) la Pallacanestro Cantù sarebbe costretta a vendere uno a uno i suoi “gioielli”. Molti dei quali, come detto, hanno mercato. Per Udanoh era stato fissato un buyout di 50mila euro, Gaines ne vale probabilmente altrettanti. Jefferson? Troverebbe spazi in qualsiasi top team. Ma questo è già fantabasket.

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