Cantù, le nuove sale operatorie non si faranno mai

Sanità – Il progetto di un nuovo blocco chirurgico sarebbe dovuto decollare nel 2009. Il sindaco: «Il presidio è, e rimane, un punto di riferimento per la città»
Cancellati i previsti fondi regionali. Intanto ieri sono state inaugurate le vecchie ristrutturate
Le vecchie sale operatorie dell’ospedale di Cantù, presentate ieri dopo un imponente intervento di rifacimento, sono destinate a rimanere le uniche del presidio Sant’Antonio Abate. Il mancato stanziamento dei contributi pubblici promessi ha infatti fatto naufragare il progetto di un nuovo blocco chirurgico, che sarebbe dovuto decollare nel 2009, ma è tuttora chiuso in un cassetto. Al via, invece, i lavori per la nuova torre ascensore, finanziati dalla Cassa Rurale.
Il nuovo blocco operatorio

era stato pensato per incrementare l’attività chirurgica del presidio. Il preventivo di spesa era di oltre 4 milioni di euro. La Cassa Rurale e Artigiana di Cantù, fin dal 2007, ha messo a disposizione un milione di euro. A questa somma si sarebbe dovuto aggiungere un contributo regionale, promesso ma mai effettivamente stanziato. «Non sappiamo se il nuovo blocco operatorio si farà», ha ammesso ieri il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Marco Onofri, che ha di fatto lasciato intendere che il progetto è stato accantonato.
«Abbiamo un punto interrogativo che resta perché al momento non abbiamo risposte – ha sottolineato il numero uno di via Ravona – Il progetto c’è e sarebbe integrativo a quanto fatto in questi mesi per rimettere a nuovo le tre sale operatorie già esistenti. Già con questo intervento abbiamo fatto un enorme salto di qualità. Ora aspettiamo di capire se potremo aumentare le attività chirurgiche realizzando il nuovo blocco».
Naufragato il progetto della nuova piastra operatoria, il finanziamento messo a disposizione dalla Cassa Rurale è stato indispensabile per intervenire sulle tre sale chirurgiche esistenti. «I problemi strutturali e strumentali delle sale operatorie di Cantù mi sono state segnalate fin dalla mia prima visita nel presidio – ha sottolineato Onofri – Abbiamo deciso di intervenire e ci siamo organizzati in modo da procedere nel mese di agosto, quando la chiusura del blocco chirurgico avrebbe creato meno disagi. Tutto è stato fatto come previsto e i risultati sono stati addirittura al di sopra delle aspettative».
«Nel 2007, per il centenario la banca ha deciso di stanziare una cifra importante per l’ospedale di Cantù – ha ricordato il presidente della Cassa Rurale, Angelo Porro – Era nato il progetto del nuovo blocco operatorio, poi la situazione è cambiata. Abbiamo studiato attentamente il nuovo progetto, poi abbiamo deciso di accettare di dirottare i soldi sulla ristrutturazione delle sale chirurgiche già esistenti e sulla realizzazione di una nuova torre ascensore. In ospedale abbiamo trovato persone capaci e con le idee chiare e, nonostante la burocrazia, siamo riusciti a fare i lavori stabiliti rispettando i tempi».
Nell’ultimo anno, all’ospedale Sant’Antonio Abate sono stati effettuati circa 3.200 interventi chirurgici, il 7-8% su pazienti pediatrici. «Il lavoro di ristrutturazione ha interessato il tetto, con il rifacimento completo della copertura che aveva problemi importanti – ha spiegato il responsabile dell’ufficio tecnico dell’azienda ospedaliera, Vincenzo Bella – Sono stati poi rifatti i pavimenti e i controsoffitti. Abbiamo revisionato tutti gli impianti, in particolare quello di condizionamento, creando un nuovo modo ancora più sicuro di distribuzione dell’aria. Il rinnovamento ha riguardato anche la strumentazione, in particolare con una nuova lampada scialitica, elemento fondamentale in una sala chirurgica».
Nei giorni scorsi, intanto, è stato aperto il cantiere per la nuova torre ascensore, che permetterà di potenziare i collegamenti tra i diversi livelli della struttura e permetterà l’installazione di un monta-letti al servizio, in particolare, dei reparti di Ostetricia e Medicina. «Nel nuovo Sant’Anna è stato inaugurato il modello di assistenza per intensità di cura – ha detto Onofri – Ora vogliamo arrivare ad avere un’azienda organizzata secondo un modello per complessità di prestazioni, e Cantù si pone in modo ideale in questo modello. Il rifacimento delle sale operatorie è il primo passo di una rivisitazione e rivitalizzazione che continuerà e che vedrà una collaborazione sempre più stretta con San Fermo».
«Anni fa, la situazione dell’ospedale di Cantù era motivo di grande preoccupazione – ha concluso il sindaco Tiziana Sala – Fortunatamente, ora la maggior parte delle difficoltà è stata superata. Il presidio è, e sarà, sempre più un punto di riferimento per la città e per l’intera area circostante».

Anna Campaniello

Nella foto:
Medici e autorità ieri mattina al taglio del nastro delle camere operatorie ristrutturate dell’ospedale di Cantù (Fkd)

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