Carla Porta Musa, un’eredità in forma di mosaico

Carla Porta Musa al Teatro Sociale

altPersonaggi. Domani ricorre l’anniversario della scomparsa della scrittrice Carla Porta Musa, morta a 110 anni. Alle 9 messa di suffragio in San Giuliano
In quanti modi si può ricordare, a un anno dalla morte, una personalità poliedrica, che ha attraversato due secoli nella sua lunga e prolifica vita e ha lasciato un’eredità diffusa quanto variegata?
La poetessa e narratrice comasca Carla Porta Musa è mancata il 10 ottobre 2012, all’età di 110 anni. Ma è come se fosse qui tra noi. Lo confermano le parole della figlia Livia Porta, presidente dell’Istituto Carducci di viale Cavallotti fondato dal padre di Carla, Enrico: «Mia madre è sempre presente nel cuore dei comaschi – ricorda commossa – La sua eredità la percepisco nelle persone che incontro, anche il qualità di presidente dell’Istituto “Giosue Carducci” che è tuttora un punto di riferimento per la cultura comasca: è come vedere un mosaico che, nelle parole dei tanti che me la ricordano, mi chiedono di questo o quel particolare episodio che la riguardava, viene ricomposto e disegna la figura della mamma. Un’eredità insomma diffusa e ancora molto presente. Tutto me la ricorda, al Carducci. Ed è, la sua, una memoria che vive, certo, anche nelle pagine dei tanti libri che ci ha lasciato: il pubblico ha imparato a conoscerla e ad apprezzarla sotto varie forme: la romanziera, la scrittrice di racconti, la poetessa, la giornalista con tanti contributi su periodici e quotidiani. E anche la custode delle memorie della sua città. In molti l’hanno amata per l’umanità e la freschezza che trasmetteva nei suoi tanti incontri pubblici, cui non si è mai sottratta nemmeno negli ultimi anni della sua lunga vita».
Carla Porta Musa, dall’alto di un’esperienza di vita e di scrittura tanto longeva, ha parlato per una vita ai comaschi e anche al resto d’Italia, data la sua fama, proprio con tanti romanzi, racconti e raccolte di versi. Il suo ultimo libro, il romanzo breve (o racconto lungo che dir si voglia) Le tre zitelle, fu pubblicato nel 2010, a coronamento di una “quarta età” particolarmente fervida che l’aveva portata ancora una volta a cimentarsi sia con la prosa che con la poesia.
«Sono soprattutto le opere in versi che secondo il mio parere sarebbero da ristampare – dice Livia Porta al “Corriere di Como” – Penso che si potrebbe allestire con facilità un florilegio delle sue tante raccolte, magari anche senza un ordine cronologico o tematico in senso stretto. I suoi testi poetici nella loro estrema vitalità sono parole che parlano ancora al cuore di tutti, ricche di immagini ancora vibranti che saltano agli occhi di chi legge. Sono pagine limpide come era del resto mia madre».
Una vita lunghissima, un mare di ricordi. Livia Porta ne lascia affiorare uno: «È una donna, Fiorina Agabiti, sorella di un noto professore. Oggi avrebbe 130 anni. Fu la confidente prediletta di mamma. Andava da lei ogni volta che si sentiva il cuore gonfio. Era una donna di buon senso, piena di umanità. Ce ne fossero, oggi, di donne così».
Domani alle 9 nella chiesa di San Giuliano a Como verrà celebrata una messa in suffragio della scrittrice. E alle 18, l’evento commemorativo “laico” nel giorno del primo anniversario della morte: è prevista proprio al Carducci la presentazione del libro “Amici e maestri. Incontri di una vita”.
Sempre domani Carla sarà ricordata anche in musica. A lei infatti sarà dedicato il concerto verdiano del Teatro Sociale di piazza Verdi, promosso in collaborazione con il Soroptimist International Club di Como (di cui la scrittrice fu socia fondatrice nel 1954). Sarà una serata tutta in onore di Giuseppe Verdi a duecento anni esatti dalla nascita. È in cartellone l’esecuzione della “Messa di Requiem” (trascrizione per due pianoforti e sole voci). L’appuntamento è fissato per le 20.30. Sul palco saliranno il soprano Maria Teresa Leva, il mezzosoprano Irene Molinari, il tenore Gianni Leccese, il basso Kyoung Na; ai pianoforti Roberto Esposito e Luigi Nicolardi. Il progetto è di Francesca Parvizyar, la trascrizione per due pianoforti e sole voci di Angela Montemurro.
Il concerto si inserisce all’interno di “Waiting for?”, un progetto di Francesca Parvizyar, ideatrice di format culturali con un passato da cantante lirica. Un omaggio al celebre musicista – a 200 anni dalla sua nascita appunto – che si distingue per l’attenzione ai giovani talenti e per la scelta di esecuzioni particolari.
Il costo del biglietto d’ingresso per la serata del Sociale è di 20 euro, più 2,5 euro di prevendita.

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