Carluccio, il tributo di Como a 40 anni dalla scomparsa

Commemorazione del brigadiere Luigi Carluccio

Si è svolta ieri mattina la commemorazione del brigadiere Luigi Carluccio nel quarantesimo anniversario della morte. Specializzato nell’antisabotaggio, l’agente della Polizia di Stato morì il 15 luglio del 1981 in viale Lecco, angolo via Sacco, nel tentativo di disinnescare un ordigno.
Dopo la celebrazione della messa nella chiesa di San Fedele è stata deposta una corona sul luogo dell’attentato, in viale Lecco, in corrispondenza della targa commemorativa.
Tra le personalità presenti del territorio, il prefetto di Como Andrea Polichetti, il questore Giuseppe De Angelis e il sindaco di Como, Mario Landriscina.
Quella notte di quattro decenni fa in centro città, l’artificiere aveva già disinnescato un ordigno in via Vittani. In viale Lecco non andò così. Forse scattò il timer, forse un maledetto errore, e quel giovane brigadiere della Polizia di Stato, accorso in città da Milano, subì il devastante effetto dello scoppio. La rudimentale, ma micidiale miscela di zucchero e diserbante investì in pieno Carluccio che si accasciò contro il muro.
La tragedia si consumò alle 3.15 del 15 luglio 1981, all’angolo via Sacco, davanti alla macelleria “Simonetta”.
Como era nel pieno della sua “notte dei fuochi”, una serie di attentati dinamitardi, otto in tutto, in diversi punti del capoluogo lariano, fuori da altrettanti negozi. La città visse in quelle ore il suo culmine degli anni di piombo che scuotevano tutta l’Italia.
Il primo botto era avvenuto in via Cadorna. Le esplosioni si succedevano lugubri e sinistre, attirando l’attenzione del consiglio comunale ancora riunito a tarda ora a Palazzo Cernezzi.
In piazza San Fedele fu trovato un volantino di rivendicazione firmato dalle Brigate operaie per il comunismo, una sigla sconosciuta, dietro la quale non si è mai saputo chi si nascondesse.
Luigi Carluccio, la vittima di quella follia, aveva 28 anni, una moglie e un figlio di appena otto mesi che oggi lavora nella Polizia di Stato. Era nato a Scorrano, in provincia di Lecce, il 27 febbraio 1953. Poco dopo quella terribile notte sarebbe stato avvicinato a casa e alla famiglia: aveva appena ottenuto il trasferimento a Lecce.

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