«Carne carissima in Svizzera? Ticinesi, venite a Como»

Carne

Fiere zootecniche lariane di eccellenza come quella in arrivo lunedì a Como per la festa del patrono Sant’Abbondio e la imminente fiera di Alzate Brianza sottolineano che la filiera lariana della bistecca è solida e di qualità.
Un dato da rimarcare alla luce di una statistica recente che riguarda la vicina Svizzera, dove la carne in vendita risulta la più cara d’Europa. Costa 2,3 volte di più rispetto alla media dell’Unione europea, secondo l’istituto Eurostat.
Questo comporterà un aumento dei frontalieri della spesa con targa ticinese sul Lario? «Me lo auguro – dice il presidente della Coldiretti lariana, Fortunato Trezzi – Spero che questo fenomeno sia un toccasana per la nostra economia. Il nostro settore è stato sotto i riflettori negli ultimi anni per l’impegno che abbiamo profuso a tutela della qualità del prodotto e per il mantenimento di standard elevati negli allevamenti di bestiame, in primis per quanto riguarda l’alimentazione degli animali. È chiaro che tutte queste attenzioni portano a costi che finora non sono stati remunerati a sufficienza, il gap del costo della carne tra i nostri negozi e le macellerie svizzere potrebbe favorire la nostra filiera e questo è un bene. Anche se accanto alla grande distribuzione che spesso non garantisce purtroppo margini di redditività significativi ai nostri allevatori, auspico il ritorno alle macellerie di quartiere e di prossimità. Su questo i vicini svizzeri sono stati molto attenti, creando marchi per la tutela delle loro carni che hanno però comportato costi maggiori, e questo spiega il dato statistico di cui si parla. Va detto altresì che l’allevatore elvetico è sovvenzionato, dovendo lavorare in condizioni sfavorevoli come l’alpeggio. Le stesse tutele che auspichiamo, inascoltati purtroppo, siano applicate anche da questo versante del confine. Dove i nostri allevatori svolgono una preziosa azione di tutela ambientale».
A riprova della loro qualità, sottolinea Fortunato Trezzi, c’è poi il fatto che specie nelle aziende che praticano la vendita diretta si hanno tutti vantaggi del “chilometro zero”: «Garantiamo standard molto alti e la facoltà di acquisto a filiera corta è un vantaggio in termini di tracciabilità immediata della qualità delle carni, con il valore aggiunto della possibilità di avere consigli su come cucinarle direttamente dagli allevatori. Se riuscissimo a far tornare molte più razze autoctone sui nostri alpeggi avremmo implementato una biodiversità che è già ora molto ampia».

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