Casinò di Campione, concessi tre mesi di proroga per il concordato

Casinò di Campione

Riassumendo e banalizzando, si potrebbe dire “salvati in corner” dal Covid e dalle problematiche economiche portate dalla pandemia, quando il Casinò di Campione era già chiuso da un pezzo. E, da un altro lato, “salvati” anche dal Tribunale che ha «riqualificato d’ufficio» l’istanza di richiesta di proroga dei termini (cambiando il comma dell’articolo di riferimento della legge) rispetto a quanto fatto dalla casa da gioco, atto che non era stato invece riconosciuto ammissibile. Alla fine però, seppur in modo rocambolesco, la società di gestione del Casinò ha ottenuto quanto chiesto, ovvero più tempo per presentare la proposta definitiva di concordato come auspicato il 19 gennaio scorso. Il Tribunale in composizione collegiale, a firma del presidente Ambrogio Ceron, del giudice relatore Marco Mancini e del giudice Annamaria Gigli, ha così concesso ulteriore tempo alla casa da gioco, fissando la scadenza dei 90 giorni al 19 aprile 2021 (il conteggio parte dal 19 gennaio, ovvero da quando avrebbero dovuto essere presentate le carte) e mettendo in calendario anche la prossima udienza per il 3 maggio 2021. La riserva è stata sciolta questa mattina, dopo una attesa che in un primo momento pareva di poche ore (l’udienza si era svolta a inizio febbraio) e che invece si è protratta più di quanto previsto.
Del comma relativo al decreto legge “Liquidità” corretto dal Tribunale abbiamo già detto, ma la base della decisione si fonda soprattutto sulla stessa legge voluta per far fronte alle problematiche legate al Covid, in cui la ratio è «conferire quante più chances possibili al salvataggio dell’impresa», purché il debitore abbia indicato «gli elementi che rendono necessaria la concessione della proroga con specifico riferimento ai fatti sopravvenuti per effetto dell’emergenza epidemiologica». Secondo il Tribunale, insomma, sono due le ipotesi che giustificano la concessione del nuovo termine. La prima è che in seguito al Covid non è stato possibile «compiere alcuna delle attività originariamente previste volte alla predisposizione della proposta». La seconda è che proprio in seguito alla pandemia sono «mutati gli assunti del piano» rendendolo di fatto «non più attuabile secondo l’originario proposito e sia quindi necessario adottare una diversa strategia per il risanamento dell’impresa ovvero per la sua liquidazione».
Non manca, tuttavia, a margine della concessione dei 90 giorni, una palese “sgridata” da parte del Tribunale: «Non si può fare a meno di evidenziare – è la chiosa del Collegio – come la futura sostenibilità della proposta di risanamento venga soltanto genericamente paventata» dai gestori della casa da gioco. «La società infatti si è limitata a fornire linee guida assolutamente generiche», che fanno inoltre «emergere fondati elementi di perplessità sulla solidità patrimoniale, serietà e affidabilità economico finanziaria delle manifestazioni di interesse» prodotte dalla difesa.
Insomma, quanto finora illustrato al Tribunale di Como non pare essere stato gradito dalla Procura (di cui avevamo già dato conto nei giorni scorsi) ma nemmeno dal Collegio della Prima sezione civile. Di tempo per rimediare ce n’è ancora. Ma è davvero il momento di mettere sul tavolo (non quello verde, ma quello del giudice) le carte per cercare di salvare il Casinò di Campione d’Italia.

Articoli correlati

1 Commento

  • Avatar
    rosi , 18 Febbraio 2021 @ 18:44

    The hasty cat gave birth to blind kittens

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.