Casinò di Campione in crisi, la Svizzera “apre” sulla disoccupazione
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Casinò di Campione in crisi, la Svizzera “apre” sulla disoccupazione

La prima buona notizia per l’enclave, da molte settimane a questa parte, è giunta da Berna. La Confederazione ha deciso infatti di dare via libera al pagamento dell’indennità di disoccupazione dei lavoratori del Casinò residenti in Svizzera, anche in assenza della lettera di licenziamento.
Con una lettera indirizzata ai direttori delle casse disoccupazione, la Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) – «vista la situazione giuridica particolare» – ha scelto di fare chiarezza e ha messo nero su bianco l’ok alla disoccupazione per i lavoratori del Casinò residenti oltreconfine, malgrado a tutt’oggi nessuno dei 492 dipendenti della casa da gioco sia stato formalmente licenziato. A questo punto, per almeno 200 persone (ma i numeri potrebbero essere più elevati) si apre uno spiraglio importante.
L’indennità delle casse disoccupati elvetiche è infatti pari all’80% del salario (70% per chi non ha familiari a carico) ed è ovviamente tassata secondo il sistema fiscale ticinese.
Viene erogata per 400 giorni lavorativi (circa un anno e mezzo) ma per chi ha superato i 55 anni può arrivare anche a due anni.
Per avere l’indennità i dipendenti del Casinò di Campione d’Italia dovranno «confermare» agli uffici regionali di collocamento di «essere pronti a mettersi a disposizione del mercato del lavoro svizzero per un posto di lavoro a tempo indeterminato».
«È l’unica condizione che viene chiesta – dice Luca Camponovo, sindacalista dell’Ocst – in pratica, se dovessero trovare loro un lavoro dovrebbero accettarlo». L’ingresso nel sistema dell’indennità non pregiudica un possibile rientro al Casinò. «Se la situazione si sbloccasse nel giro di qualche mese – spiega ancora Camponnovo – coloro che non avessero trovato un lavoro potrebbero ritornare nella casa da gioco». E nel periodo di prova, che in Svizzera dura 3 mesi, potrebbero farlo anche quelli con una nuova attività.

31 agosto 2018

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