Casinò, il tavolo si sposta nella Capitale. Il Viminale discute gli esuberi in Comune
Cronaca

Casinò, il tavolo si sposta nella Capitale. Il Viminale discute gli esuberi in Comune

Il sottosegretario Stefano Candiani: «Meno protagonismo, più pragmatismo»

Il tavolo tecnico invocato dai lavoratori e dai sindacati sul possibile salvataggio della casa da gioco di Campione d’Italia si sposta a Roma. Al ministero dell’Interno.

Ieri mattina, nell’incontro convocato dal prefetto di Como, Ignazio Coccia, con i rappresentanti dei lavoratori di Casinò e Comune è stato confermato ufficialmente quanto molti speravano, ovvero l’apertura di un tavolo di discussione a livello centrale. Coccia ha fatto sapere che il capo di gabinetto del ministero incontrerà nei prossimi giorni una delegazione sindacale (la data non è stata resa nota) e ha pure annunciato la riunione della commissione Finanze sempre sul caso Campione.

Su questo punto si è aperto ieri pomeriggio un piccolo giallo. Molti hanno infatti immaginato che la vicenda del Casinò finisse in Parlamento, dato che effettivamente la VI commissione della Camera è convocata per questo pomeriggio alle 14 per discutere del decreto milleproroghe. In realtà, il prefetto di Como si riferiva alla commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, l’organismo del Viminale che, per legge, esercita il controllo sui Comuni e sulle Province che hanno dichiarato il dissesto finanziario.

La commissione del ministero in effetti è chiamata oggi a dare un parere sulla deroga richiesta dalla giunta di Campione d’Italia e relativa agli esuberi del municipio. A causa del dissesto, infatti, il municipio dell’enclave ha messo in “mobilità” 86 dipendenti su 102. Ma ha anche chiesto al Viminale di derogare ai numeri fissati dalle norme vista l’eccezionalità del sistema Campione, un paese in cui sono dipendenti comunali anche gli impiegati delle poste e i controllori della casa da gioco.

Intanto sula vicenda dell’enclave è intervenuto ieri il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani per smentire innanzitutto un suo diretto coinvolgimento nella soluzione del problema legato al fallimento della società di gestione della casa da gioco.

«Non ho mai ricevuto il dossier Casinò perché la delega ai giochi è del Ministero dell’Economia – dice l’esponente varesino della Lega – io mi occupo soltanto del dissesto finanziario del Comune».

Candiani ha ribadito che in attesa dei pronunciamenti della magistratura, anche quella civile sui reclami contro il fallimento della casa da gioco, «vanno rispettati i dettami normativi. Certo è – sottolinea – che su questa vicenda servirebbe più pragmatismo e meno protagonismo. Soprattutto da parte degli amministratori locali» .

Un intervento legislativo, secondo il sottosegretario, «è da escludere, almeno in questa fase. Il ministero non può nemmeno sostituirsi all’ente locale». Le cose potrebbero cambiare nelle prossime settimane qualora il Comune non riuscisse ad approvare il bilancio preventivo o il ministero non dovesse validare la relazione che la giunta campionese deve presentare entro 90 giorni dalla nomina del commissario ad acta. In quel caso, il consiglio comunale potrebbe essere sciolto e il governo potrebbe nominare una terna commissariale per la gestione dell’ente.

5 settembre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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