Caso Asf, l’ex assessore Molinari (FdI) chiede di reinvestire gli utili in migliorie per il servizio
Cronaca

Caso Asf, l’ex assessore Molinari (FdI) chiede di reinvestire gli utili in migliorie per il servizio

Viabilità e trasporti sono stati per anni il suo settore di competenza. Il terreno, spesso accidentato, su cui l’attuale coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari – ex assessore dell’era Bruni – si è mosso in stretta collaborazione anche con Asf Autolinee.
E così, dopo l’inchiesta del Corriere di Como che ha messo in evidenza come la società di trasporto locale, al 51% a capitale pubblico, abbia negli ultimi 4 anni, a fronte di 18 milioni di utili generati, ridistribuito ai soci ben 14 milioni di euro (il 75,6% del totale), esprime una sua valutazione che parte da un presupposto considerato imprescindibile. «A livello ideologico, in certi settori essenziali come il trasporto pubblico non dovrebbero essere presenti soci privati, altrimenti il meccanismo si inceppa, è inevitabile. Bene ha lavorato l’ex amministratore delegato di Asf Annarita Polacchini – con la quale ho spesso collaborato – che ha portato l’azienda a ottimi risultati. Ma poi ecco che prevale, forse eccessivamente, chi pretende utili. Ecco perchè dico che laddove si devono garantire ai cittadini servizi indispensabili, andrebbe valorizzata la compagine pubblica. E gli utili andrebbero reinvestiti tutti nel miglioramento del servizio». Anche perchè «la società genera utili perché i cittadini – che pagano le tasse – acquistano un biglietto e il costo non rappresenta però il reale valore della corsa. La differenza la mette, ad esempio la Regione con dei contributi. E in passato erano anche presenti delle agevolazioni fiscali. Allora bisogna anche domandarsi perché e in che misura il privato debba usare e godere anche di questi fondi. La legge lo prevede, su questo siamo d’accordo, ma mi sembra altrettanto normale aspettarsi che il servizio sia impeccabile. E non sempre lo è. Mi sembra di poterlo dire senza timore di essere smentito», aggiunge sempre l’ex assessore.

Autobus di linea Asf, deposito di Grandate
Autobus di linea Asf, deposito di Grandate

Il tema degli investimenti sui beni della società, a partire dalla flotta dei mezzi, è un altro punto delicato. Come emerso dai dati forniti da Asf ad oggi il 56% dei bus in servizio ha ancora standard qualitativi inferiori all’Euro 5. «Classico esempio di come andrebbero utilizzati tutti gli utili e di come ciò non accada. Io stesso in passato cercai di spingere molto per effettuare investimenti su mezzi elettrici o ibridi. Insomma la parte pubblica non dovrebbe perdere la sua funzione di controllo», spiega Stefano Molinari, che conclude con un ragionamento molto lineare.
«Mi chiedo: se ad esempio in futuro dovessero diminuire i contributi regionali o i fondi destinati al servizio di trasporto, come si interverrà? Aumentando il costo del biglietto per gli utenti? A fronte di cosa? Di un servizio che mostra ancora delle lacune ? Si tratta di un tema decisamente complesso», chiude l’ex assessore.

25 agosto 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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