Cataloghi fatti ad arte, così rivivono le mostre

Particolare di un kakemono esposto al Musec di Lugano

Non vivono un momento sereno i musei, lo sappiamo. Anche in Canton Ticino la cultura ha subito forti restrizioni a causa del coronavirus. Ma rimangono a testimonianza delle attività culturali i cataloghi d’arte, che non sono solo vetrine di rappresentanza ma occasioni di approfondimento, raccolte di saggi critici che fanno il punto sulla materia trattata, e spesso rappresentano pietre miliari nella relativa bibliografia. Una carrellata di questi capolavori editoriali da mangiare con gli occhi e da conservare a futura memoria non può prescindere dalla notizia del giorno. La mostra che documenta tutta la grafica di un maestro svizzero di fama mondiale è ospite a Bookcity di Milano, l’evento librario di autunno che quest’anno si svolge online per il coronavirus. Il catalogo della mostra “Alberto Giacometti (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero”, in corso al M.a.x. museo di Chiasso in via Dante, in Svizzera, fino al 10 gennaio, sarà infatti protagonista di uno degli eventi programmati nell’ambito della nona edizione di BookCity Milano (fino al 15 novembre). A 54 anni dalla scomparsa, l’intero corpus grafico dell’artista svizzero viene presentato, per la prima volta, in un unico progetto espositivo. Per l’occasione, è stato realizzato al museo un filmato che può essere visto su www.bookcitymilano.it,
Originalissimo è poi il catalogo della mostra “Donazioni 2” in corso fino a domenica prossima dietro il Max, ossia nello Spazio Officina di via Dante, con le grafiche donate alla città di Chiasso nel corso degli anni da numerosi collezionisti e archivi. Un catalogo fatto a schede, un plico tenuto insieme da due elastici. Una idea che sarebbe senz’altro piaciuta al geniale e dinamico grafico Max Huber cui il museo attiguo è dedicato.
Delizioso scrigno grafico è anche il catalogo della mostra che al museo Masi di Lugano ha celebrato Franz Gertsch presentando alcune sue magistrali xilografie poste in relazione con una selezione di incisioni di Paul Gauguin (1848-1903) e Edvard Munch (1863-1944).
Capolavori di arte grafica sono anche altri recenti cataloghi ticinesi. Si pensi ad esempio alla personale al Museo Casa Rusca di Locarno di due maestri dell’arte contemporanea che sono divenuti vere icone “pop” e che prendono di mira i simboli del loro Paese, quel Regno Unito ora alle prese con la Brexit e con Boris Johnson inquilino di Downing Street al tempo della pandemia da Covid 19. Stiamo parlando della coppia più provocatoria dell’arte contemporanea internazionale: Gilbert & George (al secolo Gilbert Prousch, di origine italiana, e George Passmore).
Si tratta di un evento di grande importanza poiché Gilbert & George – sulla scena artistica da oltre cinquant’anni – hanno eccezionalmente accettato di esporre le loro opere a Locarno, dopo aver tenuto mostre nei più prestigiosi musei del mondo, dal Centre Pompidou di Parigi all’Art Museum di Shangai, dalla Tate Gallery di Londra, al MoMA di New York. Il catalogo della mostra The Locarno Exhibition è variopinto e “pop” come le sessanta opere imponenti e dirompenti, scelte con cura appositamente per ogni spazio del museo ticinese.
Da non mancare guardando al passato i cataloghi della mostra India antica. Capolavori dal collezionismo svizzero in scena a cavallo tra 2019 e gennaio 2020 al Museo d’Arte di Mendrisio: una straordinaria introduzione a vasto raggio sull’arte antica di una delle nostre più complesse e affascinanti civiltà.
E per chi ama il Giappone antico non può mancare in salotto, magari da sfogliare all’ora del tè per non far pesare troppo il lockdown, il catalogo della mostra “Kakemono”, espressione della pittura giapponese cui Villa Malpensata, sede del Musec (Museo delle Culture), dedica la più estesa esposizione mai organizzata. L’arte orientale che costituisce, dal 2005, uno dei poli della ricerca e dello sviluppo del Museo, viene celebrata in questa mostra, curata da Matthi Forrer, che ripercorre cinque secoli di tradizione figurativa nipponica tra il XVI e il XX secolo, attraverso 90 kakemono, ordinati lungo un percorso tematico che permette di esplorare in profondità la sostanza dei linguaggi pittorici. Le opere provengono dall’inedita collezione, raccolta con cura filologica dal medico torinese Claudio Perino.

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