Cecchi Paone: «L’elettrico è il futuro, nel segno di Volta»

Alessandro Cecchi Paone

Testimonial d’eccezione per il “Festival della Luce Lake Como 2020” la cui settima edizione in corso dal 7 giugno è dedicata al tema del Sole. Il divulgatore scientifico e conduttore Alessandro Cecchi Paone sarà tra i protagonisti dell’evento finale del 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, alle ore 21.20. Il festival culminerà con la trasmissione speciale in onda su Espansione Tv, in prima serata, promossa da Fondazione Alessandro Volta e intitolata “Festival della Luce 2020 – Streaming edition”. Celebri scienziati, professori universitari e noti divulgatori scientifici interverranno intorno al tema principale declinato attraverso l’arte, la meteorologia e i cambiamenti climatici, la fotografia e l’astrofisica.
«La pandemia ci ha obbligati a un’edizione in streaming – dice Cecchi Paone – ma questa tecnologia si deve al comasco Alessandro Volta, che è stato il primo a permettere all’umanità di conservare l’energia, di produrre e lavorare e vivere durante il buio quindi, e di farlo con una energia pulita. Un grande passo per l’umanità, quindi. Certo ci manca il pubblico, che in altre edizioni del festival come conduttore delle serate principali nelle piazze di Como so molto partecipativo e caldo. Specie i giovani, che sono i principali interlocutori del messaggio del festival, un’iniziativa che guarda al futuro. Per me tornare in tv è come far ripartire una macchina del tempo, fare divulgazione scientifica in tv è come nuotare nel mare preferito».
Il 21 giugno la trasmissione si aprirà con un video emozionale, prodotto da Studio Antimateria, sul tema del Sole nell’arte attraverso l’animazione di opere di grandi pittori come il celeberrimo Van Gogh. Tra gli ospiti in studio ci sarà il meteorologo e climatologo Andrea Giuliacci. Collegati on line regaleranno la loro testimonianza il Premio Nobel Michel Mayor e il fotografo dei più maestosi ghiacciai del mondo Fabiano Ventura. Inoltre, saranno inseriti due servizi in esterna. La trasmissione si chiuderà con un video sull’aurora boreale prodotto dai ragazzi del Liceo scientifico artigianale di Cometa Formazione coadiuvati dai loro insegnanti. «Non anticipo nulla – dice Cecchi Paone – ma tra i contributi più interessanti c’è proprio quello di Mayor, cui si deve la scoperta del primo esopianeta. Ha aperto una prospettiva di ricerca e di speranza per l’umanità di enorme portata. Trovare un pianeta adatto a noi in un altro sistema alimenta la speranza di continuità per la nostra specie e anche di trovare fratelli dell’infinito che vivono altrove».
L’astrofisica è tornata sulle prime pagine grazie a SpaceX di Elon Musk. «Ha aperto la strada al turismo spaziale, ma avrà importanti ricadute tecnologiche nel lungo periodo – dice Cecchi Paone – Purtroppo l’Italia è indietro per cultura scientifica e tecnologica e deve recuperare anche grazie a iniziative diffuse e interdisciplinari come il festival. Fa rabbia perché ha dato all’umanità Volta, ma penso anche a Enrico Fermi che ha riprodotto l’energia del sole sulla Terra. Presto saremo dieci miliardi cui dare spazio e cibo, dovremo andare su Marte che è sito più abitabile della Luna. La prospettiva è questa».
Lo streaming usa la fibra ottica e quindi la luce, altra occasione per celebrare Volta che ha illuminato il mondo con la sua invenzione, la pila. «Trasmette informazioni e dati, ma serve la banda larga mentre in varie parti del Paese si usa ancora il filo di rame che è una tecnologia primitiva. Siamo diventati digitali, lo abbiamo imparato durante il lockdown, ma non siamo digitalizzati, per colpa di una classe dirigente che ci impedisce adeguata cablatura. E paga questo ritardo non solo la scuola ma anche l’impresa che non è competitiva».
Luce, elettricità, siamo la città di Volta ma abbiamo problemi di mobilità. Como e le varie facce della modernità. «L’elettrico è il futuro proprio nel segno di Volta – dice Cecchi Paone – Il festival e la Fondazione Volta hanno in programma sul lago il primo grande evento sulle barche elettriche, una prospettiva a cui l’Italia, patria di grandi laghi e con 8mila chilometri di coste, non deve rinunciare. Como può essere pioniera in questo»

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