Centro di Como le proposte: «Senso unico pedonale e parcheggi chiusi»

Ha chiesto proposte e non polemiche, il sindaco di Como, Mario Landriscina ieri, da queste colonne per capire come affrontare i prossimi weekend con il rischio assembramenti in città. Le prime risposte sono arrivate da due esponenti dell’opposizione, Fabio Aleotti del Movimento Cinquestelle e Stefano Fanetti, capogruppo del Pd.

«Mi pare che Landriscina non debba inventare nulla – attacca Aleotti – Già Fontana si è mosso istituendo la zona rossa in alcuni paesi della Lombardia. Il sindaco, coadiuvato dal prefetto, potrebbe fare lo stesso. D’altra parte il desiderio della gente i uscire e di fare una passeggiata non si può certo fermare. Però deve prevalere il contenimento della pandemia».
Con il coordinamento della prefettura, secondo il consigliere dei Cinquestelle, il Comune potrebbe trovare facili rimedi.
«Il primo potrebbe essere chiudere i parcheggi attorno alla città murata e alla zona stadio – dice Aleotti – consentendo la sosta solo ai residenti, in modo da disincentivare chi vuole arrivare con l’auto proprio in centro. Dopo questi mesi polizia locale e amministrazione hanno già il quadro delle zone problematiche», ribadisce il consigliere.

«Se il parco di Villa Olmo è un punto di assembramento – spiega – basta mettere alcune guardie ecologiche volontarie e il personale della Protezione civile a sorvegliare gli ingressi. In centro si può mettere qualche transenna davanti alle attività che attirano più persone. Non ho compreso perché si sia abbandonato il senso unico pedonale. Le soluzioni ci sono, basta metterle in atto».
Anche secondo Fanetti del Pd, il senso unico pedonale nel centro di Como deve essere subito ripristinato.

«Per prevenire il rischio di assembramenti in centro la formula adottata durante il periodo natalizio ha funzionato e va riproposta – commenta l’esponente Dem – serve un senso unico pedonale che deve fluire scorrevolmente. Servono anche degli steward, vigili o operatori della Protezione Civile, che possano controllare che l’uso della mascherina e il mantenimento del distanziamento sociale siano osservati. Strano e grave che queste misure – aggiunge Fanetti – non siano state messe in campo da subito, appena scattata la zona gialla».

«Non era difficile prevedere che dopo settimane di restrizioni molti comaschi si sarebbero riversati per strada. Il fatto che il Comune di Como non ci abbia pensato in tempo è doppiamente grave. Se da una parte si sono create situazioni pericolose per mancanza di contromisure, dall’altra il messaggio che è passato è quello di un “liberi tutti” generalizzato e pericoloso», conclude il capogruppo del Pd in consiglio comunale.

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