Città senza fili, Como getta la spugna

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Tecnologia e disservizi
Giovanni Fazio: «Bisogna trovare soluzioni alternative a pagamento»

Quella di Como città connessa, nella quale vi sia un accesso wireless pubblico, libero e facile da utilizzare per tutti, sembra essere sempre di più un miraggio.
Palazzo Cernezzi ha scelto di “ritirare in barca” la Rete senza fili. L’annuncio è stato dato ieri dall’ingegnere Giovanni Fazio, direttore del Settore controlli di gestione e sistemi informativi del Comune, «il wireless nei termini proposti non è andato a buon fine».
La fase di sperimentazione di quattro mesi, iniziata

a luglio 2013, è terminata a Natale ed è stata utile solo per rilevare tutti i dati necessari alla definizione del servizio.
«Le informazioni che abbiamo esaminato durante il periodo di prova – dice Fazio – ci hanno fatto comprendere che bisogna trovare soluzioni alternative. Prima ci siamo appoggiati a un gestore senza ottenere i risultati sperati e adesso proveremo con un secondo». Insomma, quella che nel 2012 veniva definita dall’assessore all’Informatizzazione Lorenzo Spallino come “una città che ha tutte le carte in regola per essere completamente cablata”, tra pochi giorni si troverà senza la connessione wireless che peraltro non ha mai funzionato al 100%.
«La speranza era di rendere la connessione autosostenibile grazie alla pubblicità ma – spiega Fazio – bisognerebbe disporre di un budget maggiore che il Comune al momento non ha e per continuare la sperimentazione ci vorrebbe uno sponsor».
Per questo motivo, presto saranno tolti i cartelli e il Wi-Fi verrà disattivato.
«L’anno scorso – continua l’ingegnere – avevamo posto dei cartelli con la scritta Wi-Fi al fine di indicare i punti dove la connessione fosse garantita, ma entro una settimana verranno rimossi in quanto il servizio non esisterà più».
Como, dunque, non avrà una connessione senza fili pubblica in grado di garantire un accesso facile e veloce a tutti. «Dai dati sperimentali – afferma Fazio – è emerso che i comaschi continuano a usare il traffico del proprio telefono cellulare, il cosiddetto 3G, anziché il Wi-Fi e, inoltre, assicurare un accesso “open” comporta anche delle responsabilità civili per l’amministrazione».
Nonostante non sarà più operativo un wireless con queste caratteristiche, in Comune si sta pensando a nuove modalità di connessione. «Il Wi-Fi non sarà più on the road, per chi magari passeggia per le vie, disponibile da chiunque e ovunque – risponde Fazio – ma verranno individuati dei punti strategici in cui sarà possibile entrare in Rete inserendo username e password dopo essersi registrati. La banda sarà aumentata garantendo maggiore velocità di navigazione».
E quali sono i punti strategici?
«I ripetitori attuali – dice Fazio – sono disposti in zona Tempio Voltiano, Porto Marino, piazza Matteotti, piazza Cavour, piazza Duomo e all’angolo tra via Luini e via Collegio dei Dottori. Per il futuro si prevede di estendere la rete a Villa Olmo».
Diverso invece il discorso per la rete privata a uso gratuito “Comowireless”.
«Conosco il servizio – continua Fazio – è una rete senza fili concessa a titolo gratuito da una società, ma non c’entra nulla con il Comune di Como. Alcuni negozianti la utilizzano anche per la pubblicità».
E i turisti, ormai abituati alle metropoli completamente wireless, come faranno a connettersi anche e soprattutto in vista di Expo?
«Stiamo cercando di muoverci con Vodafone – spiega l’ingegnere – per proporre una serie di abbonamenti “flat” a pagamento per periodi di tempo limitati, una settimana, quindici giorni. L’offerta è già stata sperimentata per le Olimpiadi di Londra e attiva per l’Expo».

Enrica Corselli

Nella foto:
La sperimentazione è finita.

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