Città turistica, il fiore all’occhiello è il degrado

Teatro Politeama di Como (piazza Cacciatori delle Alpi) in stato di abbandono

Una rapida occhiata alla Como turistica in questa estate alle prese con mascherine e distanze regala conferme: d’accordo il paesaggio romantico, ma il degrado è sempre presenza costante da far storcere il naso, a più livelli e sfumature di grigio.
Se il benvenuto a chi viene dalla Napoleona o passa in zona Stadio Sinigaglia o a Villa Olmo è lo stato inverecondo dei “caramelloni” pubblicitari comunali (sfregio peraltro al loro ideatore, il geniale architetto comasco Ico Parisi) un nuovo “cimitero” delle biciclette si aggiunge a quelli storici in città, in via Tolomeo Gallio, in zona Poste di fronte al prestigioso collegio dei padri Somaschi ossia in pieno centro di Como, una delle zone più pregiate.
Una rastrelliera, molto probabilmente oggetto di un atto vandalico, è ora una scultura di lamiere contorte. E a pochi passi c’è lo splendido decadimento dell’ex cineteatro Politeama, per l’82% comunale, a gridare vendetta. Altre segnalazioni simili di cimiteri di bici (in una città peraltro che si può agevolmente percorrere su due ruote ma è dannatamente priva di piste ciclabili) ci giungono da piazzale San Gottardo, di fronte alla stazione centrale, e dal piazzale della stazione Borghi.
Sulla cui facciata nei giorni scorsi sono tornati in azione i graffitari, anche con scritte ingiuriose nei confronti delle forze del’ordine. I writer sono stati puntualmente puniti nelle loro malefatte dall’associazione “Per Como Pulita” che da ormai sette anni, forte anche dell’Abbondino d’Oro del Comune, è un costante baluardo all’avanzata del degrado. «L’ultimo sedicente “artista” dalla bomboletta facile di cui abbiamo coperto i segni alla stazione di Borghi ha firmato un centinaio di graffiti in questi giorni in città – dice Gianluca Vicini, fondatore del sodalizio e coordinatore delle squadre di volontari – Ora siamo proseguendo il lavoro di ripristino dei lampioni e delle fioriere sulla passeggiata di Villa Olmo, vero fiore all’occhiello turistico di Como. Causa Covid siamo in campo con un solo volontario, che usa vernici di qualità per un intervento duraturo, e proseguiremo fino al termine della bella stagione. I lampioni sono molto sporchi e necessitavano l’intervento con antiruggine e vernice che dà l’effetto “ferro battuto”. Di recente siamo anche intervenuti al Tempio Voltiano e documentato il tutto su Facebook a futura memoria, dobbiamo tornarvi per completare la pulizia».
A proposito di ringhiere, da citare anche la prolifica colonia di ragni che frequenta quelle della diga foranea “Piero Caldirola” di Como, presa d’assalto da turisti e anche da pescatori durante la bella stagione. D’accordo che Como è città tessile, ma gli insetti a otto zampe possono far storcere il naso a qualcuno, specie quando le loro ragnatele con il vento arrivano a lambire i passanti come accade in questi giorni di caldo. Vere e proprie colonie di ragni di grosse dimensioni e i loro piccoli (se ne contano davvero a centinaia in questi giorni sulla diga intitolata al grande fisico comasco) proliferano soprattutto in prossimità dei punti luce, dove trovano più facilmente la possibilità di arricchire il menu con zanzare, moscerini e altri piccoli insetti.

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