Coach Pancotto, nuova scommessa a Cantù: «Duro lavoro per affrontare ogni ostacolo»

Cesare Pancotto

Una “classica della serie A, Virtus Bologna-Cantù, per iniziare la nuova stagione. Un interlocutore tutt’altro che abbordabile, visto che di fronte ci sarà la squadra che era in testa al campionato 2019-2020, prima dell’interruzione forzata per l’emergenza Coronavirus.
Appuntamento domani alle 19 in terra emiliana.
L’Acqua S.Bernardo, come ad ogni campionato, si presenta al via della serie tricolore con una formazione molto rinnovata, con due elementi d’esperienza come Jaime Smith e Maarty Leunen a guidare il resto del gruppo. L’attesa è sia per i nuovi acquisti, ma sia per la crescita di un elemento promettente come Gabriele Procida, prodotto del vivaio canturino. Nuovo anche il presidente, Roberto Allievi, subentrato a Davide Marson.
«Un inizio porta sempre entusiasmo, curiosità, adrenalina e sicuramente anche adattamento – spiega il tecnico Cesare Pancotto – D’altra parte, però, inizia anche un campionato anomalo, con incognite legate al Covid e al pubblico. Tutto ciò significa mancanza di emozioni dirette su ciò che accade in mezzo al campo».
Rispetto al nuovo campionato l’allenatore spiega: «Prevedo una competizione dura, competitiva e affascinante: dall’anno scorso sono rimasti campioni del calibro di Sergio Rodriguez e Milos Teodosic, cui si sono aggiunti Kyle Hines e Luigi Datome, solo per citarne alcuni. Questo permetterà al nostro torneo di alzare ulteriormente il livello. Nove squadre della Lega Basket parteciperanno alle coppe europee; questo vuol dire che dispongono di budget importanti e che in estate si sono tutte rafforzate. Un fattore che alzerà chiaramente il livello di difficoltà del prossimo campionato tricolore».
E in questo contesto come si collocherà la squadra brianzola? «Come Pallacanestro Cantù partiamo con il senso della sfida: nuovi elementi, giovani, che si affacciano al palcoscenico della serie A. Tante scommesse fatte lo scorso anno sono state vinte: a noi il compito di ripeterci. Dobbiamo andare alla ricerca di certezze e fiducia, perché la squadra è composta da tanti debuttanti».
«Dobbiamo costruirci giocatori per la serie A – aggiunge Pancotto – proprio come siamo stati bravi a fare nell’ultima stagione. E per fare questo non esistono scorciatoie, ma voglia di lavorare duramente e di affrontare ogni ostacolo. Le difficoltà penso siano un elemento cardine per far crescere un gruppo e la crescita della squadra è un fattore fondamentale per sviluppare il potenziale di un team giovane come il nostro».
Il coach marchigiano traccia gli obiettivi della sua formazione: «Il primo è conquistare la permanenza in serie A. Il secondo: lavorare sul concetto di “canturinità”, ossia avere la cultura del lavoro, ricercando impegno e qualità del gioco. Il terzo, invece, sarà far diventare adulti i nostri giovani. Il quarto: essere un ponte con la società. Il quinto e ultimo: creare emozioni dirette, per chi sarà presente sugli spalti, e indirette, invece, per chi dovrà seguirà le partite attraverso canali televisivi o radiofonici. Rappresentiamo un popolo, quello canturino, molto legato alla squadra».
Infine una valutazione sull’incontro di domani contro la Virtus: «Non parto dall’idea che sarà una partita difficile, anche perché non ci è concesso scegliere chi affrontare. Meglio prepararsi a essere pronti per ogni evenienza. Bologna era in testa alla classifica prima dello stop per il Covid ed è stata una delle finaliste della recente Supercoppa. Poteva contare su un organico già molto forte, come quello dello scorso anno; adesso, però, è cresciuta ulteriormente. L’idea di affrontare un coach come Aleksandar Djordjevic, infine, che è stato un grande campione da giocatore, è sempre motivo di piacere».

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