Colpi di lama al collo: pena più che dimezzata

Mariano Comense 
Maxi-sconto di pena – e libertà dietro l’angolo grazie anche al contributo dello “svuotacarceri” – per Gerardo Quinto, il 60enne di Giussano protagonista di un efferato fatto di cronaca nell’ottobre del 2010. L’uomo, difeso dall’avvocato Ivana Anomali, ha visto la pena ridursi da nove anni a tre anni e mezzo. Un ”crollo” deciso dai giudici d’Appello che hanno pesantemente rivisto il giudizio di primo grado a Como.
Anziché il tentato omicidio, infatti, la difesa di Quinto

è riuscita a far prevalere l’accusa di lesioni gravi che ha poi portato al conseguente abbattimento della sentenza. L’uomo era stato accusato del tentato omicidio di Maria Luigia Pozzoli, 57anni, aggredita mentre aveva appena inserito la chiave nella toppa della porta di casa. Più colpi di lama al collo, che causarono ferite che solo per una fortunata coincidenza non portarono a esiti più tragici. La vittima, infatti, ebbe la prontezza di difendersi con una mano rendendo i colpi meno letali.
Alla base dell’aggressione i litigi recenti dell’amante dell’uomo con la proprietaria di casa, la vittima appunto. Il fatto avvenne a Mariano Comense in via Quattro Novembre. Nello scappare, tra l’altro, Quinto finì dritto dritto nelle mani di due carabinieri liberi dal servizio che intervennero alle grida di aiuto della donna. Ora, con questo “sconto” di pena e considerando i 14 mesi già trascorsi dietro le sbarre, l’uomo di Giussano – grazie allo svuotacarceri che concede i “domiciliari” a chi ha una pena residua di 18 mesi – tra poco potrebbe già chiedere al giudice di lasciare la cella.

Mauro Peverelli

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