Comasca da mesi vittima di una stalker

Maddalena Massafra

È un vero e proprio incubo quello che sta vivendo la comasca Maddalena Massafra, direttrice artistica del Teatro San Teodoro di Cantù e responsabile dei progetti di sviluppo e comunicazione della Fondazione “Arturo Toscanini”. Da gennaio di quest’anno, la 31enne Maddalena e il suo compagno, Sesto Quatrini, 35 anni, direttore d’orchestra, vivono sotto scacco a causa della persecuzione di una stalker, una 29enne giapponese studentessa di conservatorio e cantante lirica. La vicenda è stata ripresa dal Corriere della Sera e da numerosi siti di informazione.
«A gennaio – racconta Maddalena – questa donna si è presentata a Venezia, al Teatro La Fenice, annunciando a Sesto Quatrini che se non l’avesse presa come sua assistente sarebbe diventata la sua stalker. Da allora la nostra vita è un inferno».
Lo scorso 17 luglio Maddalena ha deciso di rendere pubblica la vicenda condividendo su Facebook un post del compagno: “Non avrei mai voluto scrivere queste parole, ma mi trovo costretta a farlo per l’incolumità mia e dei miei cari. Da ormai otto mesi io ed il mio compagno, Sesto Quatrini, siamo vittime di una donna, una stalker che ci sta perseguitando, diffamando e minacciando dal vivo e tramite i social network”.
«Eravamo esasperati – spiega Maddalena – questa donna ha chiesto l’amicizia a tutti i nostri contatti mandando messaggi in cui scriveva che io ero una criminale pericolosa e che avevo messo in atto, nei suoi confronti, trattamenti inumani allegando anche immagini scioccanti. Poi, cosa ancora più grave, ha scritto mail a tutti i teatri e le agenzie d’opera con cui lavoriamo diffamandoci. Abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di amici, collaboratori, colleghi di lavoro e conoscenti allarmati per quello che leggevano. A quel punto, per tutelarci io e Sesto abbiamo deciso insieme di rendere pubblica la vicenda».
«Abbiamo ricevuto tanti messaggi di solidarietà e consigli preziosi», aggiunge. Ma questo e le denunce presentate a più riprese non hanno fermato la donna.
«Ad oggi non sappiamo nulla, dovrebbe essere sorvegliata dalle forze dell’ordine – continua Maddalena – spero che non le venga rinnovato il visto di soggiorno e che faccia ritorno in Giappone, così che possa curarsi. Non desidero che vada in prigione vorrei solo che venisse curata perché è una persona malata».
«È una situazione surreale – sospira Maddalena – si innescano meccanismi per cui mi sento costantemente minacciata, mi guardo continuamente attorno quando esco di casa, cambio ogni volta percorso, ho tolto il mio nome dal citofono e ogni volta che suona il telefono ed è un numero sconosciuto mi prende l’ansia. Quando ho provato ad avere con questa donna un confronto diretto ho capito che era del tutto scollegata dalla realtà, si è costruita una teoria assurda su me e il mio compagno e con lei non è possibile alcun ragionamento. Ora ho deciso di non leggere più i suoi messaggi su Instagram».
Maddalena è molto provata e nella sua voce si colgono allarme e preoccupazione: «Ci segue ovunque, le date dei nostri spettacoli sono pubbliche perciò ogni volta devo presentarmi per fare denuncia. Ormai passo uno, due giorni alla settimana nelle Questure e il mio lavoro ne ha risentito. La scorsa settimana non sono riuscita a lavorare. Ho visto che lei ha postato il biglietto del treno da Roma al luogo in cui mi trovavo. Non mi sento più libera di spostarmi». Un incubo che si spera possa risolversi presto.

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