Comune di Campione, licenziati i primi 31 dipendenti

Il municipio di Campione d'Italia

Il commissario prefettizio di Campione, Giorgio Zanzi, ha pubblicato ieri i nomi dei primi 31 dipendenti comunali che dovranno lasciare subito (a partire da oggi 1° agosto) il loro impiego in municipio.
Sono 20 uomini e 11 donne, tutti in servizio nell’area controllo del Casinò. Nelle prossime ore, lo stesso Zanzi ha annunciato una seconda delibera «che riguarderà il personale dichiarato in eccedenza a seguito della graduatoria in via di disposizione».

E in effetti, sempre ieri, in una seconda delibera, il commissario ha fatto conoscere i criteri in base ai quali saranno indicati gli altri 37 esuberi. Di fatto, un punteggio che privilegia l’anzianità di servizio e i carichi familiari.
Da un punto di vista tecnico, non si può in realtà parlare di vero e proprio licenziamento. Più corretta è la dicitura «disponibilità».

Pur non lavorando, i dipendenti comunali mantengono infatti per 24 mesi il posto a stipendio ridotto (80% senza però alcuna indennità aggiuntiva) in attesa di essere ricollocati in un altro ente locale.
Agli impiegati mandati via dal Comune il commissario ha pure inviato una lettera nella quale comunica «con grande e sentito dispiacere» il suo inevitabile provvedimento.

«Le tristi vicende che hanno riguardato il Comune di Campione d’Italia mi hanno purtroppo imposto di adottare questa decisione, cui sono giunto al termine di un processo giuridicamente e, soprattutto, umanamente molto difficile – scrive Zanzi – Ho ritenuto che, a fronte dell’ineluttabilità della determinazione, nell’interesse dell’ente e di voi stessi dipendenti, fosse opportuno accelerare al massimo i tempi di questa decisione, onde togliervi il prima possibile dallo stato di incertezza che dura da troppo tempo».
Il commissario prefettizio si dice quindi «conscio di aver dovuto assumere una scelta che chiude un’epoca della storia di questo Comune» e afferma di sentire «il carico di una tale responsabilità.

Nelle ultime righe, parlando di una circostanza «per molti versi drammatica», Zanzi arriva a «formulare i più vivi auguri per il futuro» delle persone licenziate. Parole che forse a qualcuno potranno suonare come una beffa.

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