Commercio, la Svizzera “salva” Como

Al Forum di Cernobbio dati drammatici per le piccole imprese. Sangalli: «Meno tasse e meno sprechi»
(da.c.) Uno sguardo preoccupato verso un futuro ricco soprattutto di incertezze, in un Paese che fatica a uscire dalla crisi «più devastante degli ultimi anni». E uno sguardo carico di affettuosa nostalgia rivolto a un passato che non può passare: la propria infanzia. Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, ha aperto ieri i lavori della 15.ma edizione del Forum organizzato come tradizione a Villa d’Este insieme con lo Studio Ambrosetti. Una breve conferenza stampa, in cui sono sono stati illustrati i numeri da brivido dell’economia nazionale. E una pausa decisamente più leggera, tra un’intervista e l’altra, dedicata al paese dove tutto è iniziato: Porlezza.

Carlo Sangalli, classe 1937, è infatti nato sulle sponde del Ceresio comasco. Dove torna ormai di rado, «per vedere gli amici di sempre. È vero – ha ammesso il presidente di Confcommercio – purtroppo vengo poco a Porlezza, ma per me resta il paese più bello del mondo. Lo dico non perché ci sono nato, ma perché ne sono convinto. È un angolo di mondo dove c’è tutto: il lago, le montagne, una cucina splendida. E, soprattutto, il calore e l’umanità di tanta gente. Le poche volte che mi tuffo nel mio paese, mi rigenero».

Il comasco Sangalli non dimentica, ovviamente, di essere il dirigente di una delle più importanti associazioni imprenditoriali del Paese. E a domanda specifica, risponde di volersi «impegnare a fondo», ad esempio, «per fare in modo che i rapporti tesi e difficili con la Svizzera possano tornare a normalizzarsi», anche per evitare conseguenze spiacevoli «ai tanti comaschi che lavorano dall’altra parte della frontiera».
Il Forum di Cernobbio è comunque l’occasione per una riflessione a tutto tondo sui problemi che stanno impedendo alle piccole e medie imprese italiane di agganciare la crescita. Sangalli lancia due parole d’ordine: «Riduzione della spesa improduttiva e taglio delle tasse». Le definisce «due leve indispensabili» per «rilanciare l’economia e l’occupazione».
A sostegno di questa indicazione politica di massima, Confcommercio ha presentato ieri alcune analisi del proprio ufficio studi che spiegano perché e in che modo sia possibile tagliare e dove invece investire. Mariano Bella, a capo dello stesso ufficio studi, spiega: «Bisogna in primo luogo uscire dai luoghi comuni. Oggi è possibile ridurre l’incidenza della spesa pubblica sul Pil avendo contemporaneamente una crescita dell’economia. Lo dimostrano alcuni Paesi quali Svezia, Austria, Finlandia. Noi, perdipiù, abbiamo un problema di qualità della spesa. I servizi pubblici costano molto più al Sud che al Nord, ma l’efficienza degli stessi non è direttamente proporzionata alla spesa». Un rapido calcolo, che Bella e i suoi ricercatori hanno condotto su una base ampia di servizi, fa ipotizzare «un ammontare degli sprechi superiore agli 80 miliardi di euro».
Cifra da capogiro, che una volta tornata a girare in modo virtuoso nel ciclo economico, potrebbe davvero cambiare il Paese.
«Il 2013 – ha aggiunto Mariano Bella – è stato un anno drammatico per l’economia italiana. Sul piano dei consumi, siamo tornati ai livelli del 1997. Il calo è stato generalizzato in tutti i settori e accentuato in particolare nei trasporti e nell’abbigliamento. Male anche il comparto alimentare. Nel corso del 2014 la domanda interna rimarrà ancora ferma o si sposterà di pochissimo. Noi ormai conviviamo con la logica dei decimali. Tuttavia, anche se può sembrare una considerazione ovvia, 3 decimi in più sono meglio di 3 decimi in meno».
A Como il quadro è un po’ diverso. «Grazie soprattutto alla Svizzera – dice Graziano Monetti, direttore della Confcommercio lariana – che ci dà un minimo di respiro». Anche per questo, nei prossimi mesi, è in programma una campagna per attrarre nuovi clienti dalla Confederazione.
«Non siamo immuni dalla crisi – ribadisce Monetti – Ma lavoriamo con l’obiettivo di trovare vie d’uscita praticabili».

Nella foto:
Carlo Sangalli, classe 1937, è nato a Porlezza ed è il presidente nazionale di Confcommercio (Fkd)

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