Como, c’è l’ok al bilancio. Ma tra sindaco e forzisti ormai è guerra aperta

Primo consiglio Comunale 2020 nella sala consiglio ristrutturata

Como ha il suo bilancio preventivo. La città potrà così trovare le risorse necessarie a contrastare l’emergenza del Coronavirus. L’appello lanciato dal sindaco Mario Landriscina domenica scorsa è servito quantomeno a garantire il numero legale nella seduta di lunedì sera. Ma non ha certo sciolto i problemi politici del centrodestra. Se possibile, li ha anzi paradossalmente accresciuti. Stando almeno alle parole – molto dure, anche sul piano strettamente personale – pronunciate dal consigliere azzurro Daniele Gervasoni in sede di dichiarazione di voto.
«Questa sera, come le altre volte, non saremmo venuti in consiglio comunale – ha detto Gervasoni – ci siamo solo per un senso di responsabilità nei confronti di quanti in questo periodo, vivono momenti di angoscia e di preoccupazione. Siamo qui per la città, dunque, non certo per il sindaco e per la giunta, verso cui manteniamo le identiche critiche e perplessità che abbiamo manifestato altre volte».
È stato però l’affondo finale di Gervasoni a far capire quanto irrisolto sia il problema politico.
«Stiamo vivendo un’emergenza sanitaria senza precedenti. Gli ospedali hanno bisogno di bravi medici – ha detto il consigliere azzurro rivolgendosi a Landriscina – Sicuramente oggi lei, che è un ottimo medico, sarebbe sicuramente stato più utile in ospedale. Di bravi medici come lei ce ne sono davvero pochi. Il Comune di Como non la merita».
Alla fine, Forza Italia non ha comunque votato a favore del bilancio, approvato con 16 voti a favore (compreso quello del sindaco), uno in meno quindi della maggioranza assoluta del consiglio, 8 contrari e 6 astenuti.
L’immediata esecutività del documento, necessaria per utilizzare subito i fondi in cassa, è stata garantita soltanto grazie al voto delle opposizioni di centrosinistra.
«La crisi non è minimamente risolta – ha detto il capogruppo del Pd, Stefano Fanetti – adesso non è forse il momento di fare riunioni, ma il centrodestra deve operare un chiarimento politico. Altrimenti, è meglio tornare alle urne».
Il capogruppo di Svolta Civica, Vittorio Nessi, ha motivato l’astensione finale ricordando di aver «evidenziato per tempo le criticità di un bilancio che non ci piace. La nostra città, in questo momento, deve però affrontare unita il momento più critico». Nessi è stato molto polemico invece con Alessandro Rapinese e con la decisione del gruppo di quest’ultimo di attendere il primo appello prima di entrare in aula. «Qualcuno ha pensato, nonostante la situazione, di proseguire la propria costante campagna elettorale, ma non c’è spazio per i giochi, tant’è che in questa scelta vergognosa è rimasto completamente isolato».
Ovviamente, Rapinese ha replicato altrettanto duramente. «L’atteggiamento incomprensibile è stato quello delle altre minoranze – ha detto – il Coronavirus c’è da settimane. Mi chiedo allora perché non abbiano avuto prima il necessario senso di responsabilità».
Rapinese ha anche rilanciato la necessità di votare al più presto una «mozione di sfiducia al sindaco. La rottura con Forza Italia è evidente ma in realtà non la vogliono, se fossero più coerenti agirebbero in modo diverso».
Di «problemi del tutto irrisolti» ha parlato anche Bruno Magatti, capogruppo di Civitas.
«Il sindaco ha fatto appello alla responsabilità di tutti, ma il passo successivo quale sarà? Il nodo con Forza Italia va sciolto prima possibile. È vero che adesso c’è l’emergenza Coronavirus ma governare così è impossibile. Se i soldi del bilancio potranno essere usati subito è soltanto perché lunedì sera le opposizioni di centrosinistra hanno votato l’immediata eseguibilità del documento».

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