di Giorgio Civati, Opinioni & Commenti

Como città della seta. Non dimentichiamolo

di Giorgio Civati

Dire che è passato inosservato probabilmente è troppo, eppure il congresso dell’International Silk Union svoltosi a Como la settimana scorsa non ha avuto grande rilievo. Attenzione da parte degli addetti ai lavori ce n’è stata, specie di quelli istituzionali, ma al di fuori del “giro” poco altro. Eppure i temi erano importanti, fondamentali per il territorio che sull’industria tessile ancora basa molta della ricchezza prodotta, del benessere non solo delle industrie ma anche delle famiglie. Il filato di seta, infatti, è pressoché esclusivo monopolio cinese come provenienza. E monopolio o quasi, come produzione di tessuti, lo è anche per il distretto comasco: qui, sul Lario, si stima che vengano realizzate il 95% delle stoffe in seta poi destinate al mondo intero. Eppure, la città della seta pare dare poca attenzione al settore, al fornitore di materia prima, forse anche all’industria tessile locale. È vero, ci sono fior di imprenditori che si impegnano anche a livello associativo, dal Gruppo tessile di Confindustria Como all’Ufficio italiano seta, esperti e funzionari che seguono le problematiche di un mondo tanto piccolo all’interno del tessile/abbigliamento mondiale quanto difficile, particolare. E, però, nei decenni il tessile e il serico sembrano avere perso attenzione, fascino, considerazione. Una situazione che peggiora con quelle riflessioni che vorrebbero il tessile in declino, anzi forse già morto, accompagnate da elogi ad altre attività, per esempio il turismo. Come se un comparto fosse in competizione con l’altro. Del tessile, invece, bisognerebbe avere la massima considerazione. Nonostante le crisi, anche eccellenti, gli ondeggiamenti della moda e dei fatturati e un mercato internazionale sempre più difficile,  il distretto tessile comasco è una realtà sempre importante. Magari a volte affaticata, ma viva. Con migliaia di addetti, centinaia di aziende. Dai big a quelle artigianali, tutte insieme a fare del territorio una filiera che,  proprio in quanto tale, permette ancora di fare la differenza. Mentre si osannano, giustamente, i miliardari orientali che scelgono di sposarsi sul lago di Como, attori come George Clooney che hanno fatto del Lario il loro buen retiro di lusso, non dimentichiamo un tessile di fasti passati che è anche presente importante. Le bellezze della natura ci sono state regalate dal caso o dal buon Dio, ognuno la pensi come vuole. L’industria tessile invece se la sono inventata generazioni e generazioni di comaschi ed è un patrimonio non solo delle industrie locali di settore ma di tutti. Con un Setificio che proprio quest’anno celebra il secolo e mezzo di storia e suscita di nuovo interesse e apprezzamenti, la Como di Alessandro Volta, di Clooney e Jennifer Aniston, degli hotel di lusso celebrati nel mondo e del lago resta anche – soprattutto – la città della seta.

27 Novembre 2018

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