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Comaschi con le torce nelle vie troppo buie

di Marco Guggiari

Li ho visti. Davvero. Comaschi muniti di torce per muoversi nelle vie della città prive o quasi di illuminazione. Avrei voluto fotografarli, ma ero in auto e, a mia volta, prestavo la massima attenzione nel buio pesto della zona, in prossimità di un passaggio pedonale appena intuibile. Non è un’iperbole. Pedoni a rischio investimento, o inciampo e rovinosa caduta lungo marciapiedi scuri e dissestati. È così da anni. Li ho visti con le pile, educatamente in fila indiana. Non erano runner o biker, ma normali pedoni. Non inscenavano una manifestazione di protesta. Tenevano soltanto alla loro incolumità. A Como sta diventando il nuovo fai-da-te della visibilità: se i lampioni non vengono a me, mi travesto io da lampione. Provate voi, mi rivolgo ai pochi che già non l’hanno sperimentato, a muovervi di sera, o anche soltanto all’imbrunire in questa stagione dalle giornate sempre più corte, ad avventurarvi in qualche contrada. Per esempio, via Gallio, dove l’illuminazione è proprio sbagliata. Il lato sinistro, scendendo dalla stazione San Giovanni, è luminoso e sfrutta anche la luce dei lampioni del lato destro, i cui lumi sono inclinati in modo da lasciare invece completamente invisibile il settore perpendicolare a sé. Oppure hanno lampade nascoste dalle fronde degli alberi, o ancora lampadine dal bagliore fioco. Con il risultato che lo spazio dov’è ubicata la fermata dell’autobus è nero come la pece. Un altro caso, in altra zona della città, è via Salvo D’Acquisto. La strada che costeggia un lato del Comando provinciale dei carabinieri e la chiesa di San Giuseppe in Valleggio è  una vera incognita. Qui sembra avverarsi la guida a fari spenti nella notte della celebre canzone di Battisti. E poveri pedoni, pur guardinghi ai due margini del percorso. Potremmo proseguire, ma il punto è un altro. La città al buio, come le buche nell’asfalto, è ciò che più preoccupa, fa arrabbiare, scandalizza i comaschi. Possibile che non li si possa accontentare almeno in questo?

Pare già di sentire l’obiezione: il Comune eroga 400mila euro all’anno a Enel SoLE sulla base di un accordo ponte tra l’amministrazione comunale e la società stessa, in attesa di acquisire la rete; i cittadini possono segnalare i guasti al numero verde di Enel SoLE, o all’Ufficio relazioni con il pubblico di Palazzo Cernezzi. Tutto vero, ma non basta. I problemi restano. Bisogna uscire dagli uffici e girare per le strade. Bisogna usare gli occhi: l’assessore, il funzionario, il tecnico di Enel SoLE non attendano le segnalazioni. Passeggino, osservino, si rendano conto. Intervengano. Ne avrebbero merito, primi nella storia delle giunte comasche dal Duemila a oggi. Stupirebbero tutti. Per efficienza ed efficacia. Queste sconosciute.

27 Novembre 2018

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