Como fuori dalla Coppa, ma senza drammi

Carlalberto Ludi

Testa alla Pergolettese, fatica durante gli allenamenti e nessun dramma per il rotondo stop di domenica sera a Meda, 4-2 contro il coriaceo Renate, ovvero eliminazione dalla Coppa Italia di Serie C.
Queste le parole d’ordine e lo stato d’animo con cui il Como 1907 vive i giorni che lo separano dall’esordio di domenica nel terzo campionato nazionale.

«Siamo all’inizio della settimana che precede la prima giornata da tre punti – spiega il mister azzurro, Marco Banchini – Coppa Italia e amichevoli di preseason sono servite all’amalgama del gruppo. Abbiamo una base di 9 giocatori dell’anno scorso, ma per il resto si tratta di ragazzi nuovi. Abbiamo fatto vedere buone cose davanti, un po’ meno nella fase di non possesso, lontano dalla porta. Io chiedo la pressione ultraoffensiva, che si era vista contro il Gozzano, non contro il Renate. Giochiamo meglio contro le squadre che impostano le azioni rispetto a quelle che saltano il centrocampo con palle lunghe fino oltre alla linea difensiva. Dobbiamo essere più aggressivi e correggere questi aspetti dietro, perché da domenica si devono fare punti. Sappiamo quanto sia importante iniziare bene di fronte al nostro pubblico. Ai tifosi posso dire che suderemo la maglia fino alla fine per portare a casa il risultato», conclude il mister.
Anche il diesse del Como, Carlalberto Ludi, sta vivendo la vigilia dell’esordio in C della squadra con pensieri positivi.

«In queste settimane di preparazione abbiamo lavorato bene, con lo spirito giusto – spiega – la rosa si sta conoscendo e amalgamando. Rispetto al grande lavoro fatto, le ultime due partite hanno dato esito positivo con il Gozzano e negativo con il Renate, ma si tratta di situazioni che abbiamo già analizzato».

Un pensiero poi al pubblico azzurro, che anche a Meda si è fatto sentire.
«L’ambiente è straordinario – dice Ludi – A Como si respira la cultura sportiva della città e della piazza. Ci sono passione e partecipazione, che mi hanno subito coinvolto e che hanno percepito anche i ragazzi, fino agli ultimi arrivati. Questo dovrà essere uno stimolo per assecondare i progetti ambiziosi della società», conclude.

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