Como, il paradosso di capitan Gentile: «La vittoria di Legnago mi preoccupa. Abbiamo ancora molti margini di miglioramento»

Calcio Como Federico Gentile

Una prova di forza per dimostrare che il successo con il Mantova non ha fatto diminuire la fame di vittoria. Un secco 4-0 sul campo di una formazione reduce da una serie positiva di risultati. Una squadra che anche dopo aver realizzato un poker di gol continuava ad attaccare per cercare una ulteriore rete. È questo il messaggio che il Como ha mandato, domenica scorsa, dal campo del Legnago Salus. I lariani continuano a guidare la classifica del girone B con un punto di vantaggio sul Mantova.
Domenica prossima gli azzurri attendono la Pro Sesto, terza in graduatoria, mentre il Mantova è ospite del pericolante Ciserano.
Il capitano Federico Gentile fa il punto, iniziando con un paradosso. «La vittoria per 4-0 sul campo del Legnago? Sinceramente mi preoccupa – dice – Perché ci sono invece ancora margini di miglioramento e una squadra come la nostra non può permettersi di rilassarsi».
«Detto questo – aggiunge il capitano, che è sceso in campo con una fascia dedicata allo stadio e a Como – abbiamo offerto una bella prestazione contro una squadra che era in serie positiva e in buona forma, e che stava subendo pochissimo. Un Legnago in salute che se la giocherà fino alla fine per la salvezza. Ma noi non possiamo guardare in faccia a nessuno. Abbiamo un obiettivo troppo grande e la nostra unica preoccupazione deve essere quella di fare punti».
Gentile preferisce non esaltarsi troppo e, da buon capitano, traccia la rotta. «Ce lo siamo detti anche negli spogliatoi – afferma ancora – La strada è quella giusta; ce lo siamo detti alla vigilia della sfida di Legnago. Era la nostra prima volta da capoclassifica e serviva una risposta importante. Dovevamo essere pronti: abbiamo dimostrato di essere una squadra che non molla mai».
«Però non ci possiamo permettere cali di concentrazione – dice – È l’unica trappola che potrebbe farci cadere, ma noi staremo attenti».
A Legnago Gentile ha sbloccato la situazione dopo pochi minuti su rigore. Nel primo tempo di 2-0 Gabriele De Nuzzo. Poi nella ripresa le realizzazioni di Simone Dell’Agnello e Alessandro Gabrielloni che hanno siglato il poker dei lariani. Per Gentile è il ritorno al gol dal dischetto, dopo due errori consecutivi. «Gli errori ci possono stare – afferma – Io sono un giocatore che si prende le responsabilità, come ho sempre fatto dal primo giorno. E me ne sono prese anche troppe, a volte, ma sono uno che non si nasconde e che ci mette la faccia, perché è il mio lavoro ed è la cosa a cui tengo di più dopo la mia famiglia. Lo faccio al 100%. Quindi può capitare anche un rigore sbagliato. Del resto c’è chi lo ha calciato male… nella finale di Coppa del Mondo. Ho grande fiducia dai miei compagni e questo mi dà una forza incredibile».
Una annotazione, infine, su un Como che a Legnago, anche sul 4-0, si è portato avanti e ha cercato la quinta rete. Gli azzurri si sono fermati solo al fischio finale e non hanno mai fatto accademia.
«È giusto giocarsela sempre – conclude Gentile – e chi entra in campo attraverso le sostituzioni vuole dimostrare di essere pronto e di meritare un posto fra i titolari. Questa è la nostra forza: ognuno vuol fare vedere quello che vale. Tutti i ragazzi che subentrano ci danno una grandissima mano: chi gioca meno può fare la differenza perché non ci fa abbassare il ritmo e ci costringe a tenere alta la concentrazione. E quando ho avuto la fortuna di vincere i campionati, i gruppi avevano propria questa caratteristica, quella di dare tutto in settimana e poi alla domenica, una volta chiamati in campo».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.